Descrizione
Spumante metodo classico pas dosé, prodotto da Tenuta Il Bosco in Lombardia, 12,5% vol, 100% Pinot Nero, annata 2019. Un vino che nasce dalla passione per l'Oltrepò Pavese, terra di grandi vini e di storia. La Tenuta Il Bosco, fondata nel 1987, produce questo spumante con cura, selezionando solo le migliori uve Pinot Nero. Ampio e complesso che ricorda la crosta di pane, con percezioni sia minerali che floreali di rosa e acacia. Le note fruttate sono tipiche del vitigno a bacca nera da cui ha origine: piccoli frutti rossi, tra cui ribes e lampone con un piacevole richiamo agli agrumi e un lieve sentore dolce di pasticceria. In bocca è sontuoso con una viva sapidità e una freschezza piacevolmente agrumata. Il finale lievemente ammandorlato e tostato completa la sensazione gustativa e la rende particolarmente avvolgente.
Premi
Note di degustazione
Perlage
Profumo
Colore
Sapore
Servire a:
06 - 08 °C
Longevità:
05 - 10 anni
- Anno di avviamento: 1987
- Enologo: Cristiano Trambusti
- Bottiglie prodotte: 680.000
- Ettari: 100
Ma qual è la storia vitivinicola dell’Oltrepò Pavese? Sono stati probabilmente i Barbari a chiamare così le terre che essi incontrarono dopo aver attraversato il fiume Po, scendendo dal nord. Abitato dai Liguri e dai Galli Insubri, l’Oltrepò passa sotto la dominazione romana dopo la famosa battaglia di Clastidium (l’attuale Casteggio) avvenuta nel 222 a.C.
Con i Romani il territorio ha un forte sviluppo, grazie anche alla costruzione delle principali vie di comunicazione. A quell’epoca, come risulta dalle cronache di Plinio Il Vecchio, la viticoltura si praticava con successo e, come racconta Columella, si bevevano buoni vini. Dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, furono i Barbari a occupare queste terre.
In epoca medievale, si avvicendarono sul territorio famose famiglie nobiliari e clericali. Furono i Malaspina, i Visconti, i Beccaria, i Dal Verme, gli Sforza che ebbero il controllo del territorio e firmarono la storia dell’Oltrepò lasciando traccia del loro antico potere anche nelle torri, nei castelli, nelle chiese e nei bellissimi palazzi che si possono ammirare oggi nelle città e nei borghi pavesi.
L’Oltrepò è stata nei secoli una terra molto contesa. Attraverso i trattati di pace passò nelle mani delle grandi potenze del tempo: Francia, Spagna, poi l’Austria che, sotto il regno di Maria Luisa, cedette l’Oltrepò alla corona di Sardegna con il trattato di Worms (1743).
I primi studi sull’ampelografia e i censimenti catastali effettuati alla fine del ‘700 testimoniano l’alta vocazione enologica del territorio e la grande diffusione della viticoltura. Agli inizi dell’800, dopo un breve ritorno ai Francesi sotto Napoleone, l’Oltrepò era ancora parte del regno di Sardegna ed è proprio in questo periodo che i viticoltori piemontesi iniziarono la coltivazione del vitigno Pinot Nero nelle terre ad est delle zone storiche Langhe, Asti, Monferrato. E’ solo dal 1860 che l’Oltrepo diventò territorio lombardo.
In questa terra conosciuta anche con il nome di "Vecchio Piemonte", alla fine dell’Ottocento ebbe inizio la produzione spumantistica italiana, grazie alle uve Pinot Nero, un vitigno di eccellenza particolarmente adatto ad essere vinificato in bianco e dare poi origine a nobili spumanti prodotti con il metodo classico.
L’azienda vitivinicola è di proprietà della Famiglia Zonin dal 1987 che avendo compreso il Valore di questo territorio ha espanso la superfice vitata dai 30 ettari iniziali ai 104 attuali (di cui 84 vitati). In questa fase di ampliamento, è stata privilegiata la grande ricchezza di varietà autoctone nobili come la sorprendente Croatina e la Barbera, che qui raggiungono eccezionali standard qualitativi. Ma il Re indiscusso della tenuta e vitigno principe dell’Oltrepò, è il Pinot Nero, che qui, da oltre due secoli, esprime tutta la sua classe e personalità. Infatti, attualmente circa il 75% del Pinot Nero coltivato in Italia è localizzato nell’Oltrepò Pavese. Scopri di più
| Nome | Oltrenero OP Metodo Classico Pinot Nero Brut Nature 2020 |
|---|---|
| Tipologia | Bianco spumante metodo classico pas dosé |
| Classificazione | Oltrepò Pavese Metodo Classico DOCG |
| Annata | 2020 |
| Formato | 0,75 l |
| Grado alcolico | 12.5% in volume |
| Vitigni | 100% Pinot Nero |
| Nazione | Italia |
| Regione | Lombardia |
| Produttore | Oltrenero |
| Ubicazione | Zenevredo (PV) |
| Composizione del terreno | Terreno profondo, argilloso-limoso-calcareo con presenza di marne. |
| Sistema di allevamento | Guyot |
| N. piante per ettaro | 4500 ceppiHha |
| Resa per ettaro | 70 q/Ha |
| Vendemmia | Manuale. Terza settimana di agosto. |
| Vinificazione | Tra i 30 ha di Pinot Nero della tenuta vengono selezionate solo le uve che raggiungono la massima qualità per la produzione di Oltrenero. Le uve sono raccolte manualmente in piccole cassette da 16 kg. Alla pressatura soffice delle uve intere con un’estrazione del 45% di mosto fiore segue la decantazione statica per 12 ore a 16 °C. La fermentazione alcolica si svolge per circa 12 giorni a 18 °C. |
| Affinamento | Al termine di questo periodo il vino matura in parte in tini di acciaio e in parte in grandi botti di rovere sino alla primavera successiva alla vendemmia. La seconda fermentazione e l’affinamento sur lie in bottiglia si protraggono per circa 48 mesi, seguiti da 3 mesi dopo la sboccatura. |
| Allergeni | Contiene solfiti |

