Descrizione
Che tipo di vino è
Le Grade Fiano di Avellino a Denominazione di Origine Controllata e Garantita di Vinosia è un vino bianco fermo campano prodotto esclusivamente con uve Fiano. Caratterizzato da uno stile secco e fresco, questo Fiano di Avellino si distingue per il corpo medio e un bouquet armonico che spazia tra note di pera, albicocca e citronella, arricchite da delicati sentori floreali. Fermentato in acciaio inox, al palato si presenta snello e piacevole, con sfumature di mandorla tostata e miele di acacia. Il finale offre una chiusura sapida e una mineralità fine, che donano equilibrio alla beva lasciando una sensazione morbida.
Da dove proviene
Questo Fiano di Avellino nasce in Campania, sulle colline tra Atripalda e San Potito Ultra. I suoli di origine vulcanica, freschi e soffici, sono ricchi di microelementi che conferiscono al vino una decisa impronta territoriale. La vocazione di quest’area permette al vitigno Fiano di esprimersi con eleganza e profumi ben definiti. Questo terroir, storicamente dedicato alle uve a bacca bianca fin dall’epoca angioina, garantisce alla pianta condizioni ideali, che si traducono in una spiccata mineralità e in una bevibilità scorrevole e piacevole.
Come viene prodotto
La produzione di Vinosia inizia a ottobre con una accurata raccolta manuale. Dopo la pigiatura soffice e la pressatura pneumatica dei grappoli interi, il mosto viene sottoposto a illimpidimento statico a freddo. La fermentazione avviene in serbatoi di acciaio inox, in parte grazie all’azione di lieviti indigeni; la fermentazione malolattica non viene portata a termine per preservare la freschezza e l’acidità naturale dell’uva. L’affinamento in acciaio permette di mantenere il colore paglierino dai riflessi verdolini, restituendo un sorso fresco e asciutto.
Storia e curiosità
Già apprezzato dagli Angioini per le sue straordinarie potenzialità, il Fiano è considerato il sovrano dei vitigni a bacca bianca dell’antico Regno delle Due Sicilie. Le Grade di Vinosia incarna questa nobile eredità: nasce sulle colline tra Atripalda e San Potito Ultra, nel cuore della Fiano di Avellino DOCG. I soffici terreni vulcanici, ricchi di preziosi microelementi, conferiscono al vino una straordinaria eleganza, mentre l’attenta fermentazione con lieviti autoctoni ne preserva fedelmente l’autentica identità territoriale campana.
Note di degustazione
Profumo
Colore
Sapore
Servire a:
12 - 14 °C
Longevità:
03 - 05 anni
- Anno di avviamento: 2004
- Enologo: Maio Ercolino, Nicola Tucci
- Bottiglie prodotte: 800.000
- Ettari: 50
Siamo in una delle aree più vocate e storiche dell'Irpinia, dove insistono i 50 ettari coltivati con le varietà autoctone, fiano, greco, aglianico. Queste fungono da solida base per un progetto che si propone di valorizzare la tradizione vinicola irpina tramite una lettura tecnica contemporanea. Scopri di più
| Nome | Vinosia Fiano di Avellino Le Grade 2025 |
|---|---|
| Tipologia | Bianco fermo |
| Classificazione | Fiano di Avellino DOCG |
| Annata | 2025 |
| Formato | 0,75 l |
| Grado alcolico | 13.5% in volume |
| Vitigni | 100% Fiano |
| Nazione | Italia |
| Regione | Campania |
| Produttore | Vinosia |
| Storia | e curiositàGià apprezzato dagli Angioini per le sue straordinarie potenzialità, il Fiano è considerato il sovrano dei vitigni a bacca bianca dell’antico Regno delle Due Sicilie. Le Grade di Vinosia incarna questa nobile eredità: nasce sulle colline tra Atripalda e San Potito Ultra, nel cuore della Fiano di Avellino DOCG. I soffici terreni vulcanici, ricchi di preziosi microelementi, conferiscono al vino una straordinaria eleganza, mentre l’attenta fermentazione con lieviti autoctoni ne preserva fedelmente l’autentica identità territoriale campana. |
| Ubicazione | Colline tra i comuni di Atripalda e San Potito Ultra (Avellino), Campania, Italia |
| Composizione del terreno | Fresco, molto soffice e di origine vulcanica. |
| Vendemmia | Prima decade di ottobre |
| Tecnica di produzione | Pigiatura soffice; pressatura pneumatica dei grappoli interi; illimpidimento statico a freddo; fermentazione in acciaio inox parzialmente con starter di lieviti autoctoni/indigeni |
| Vinificazione | Pigiatura soffice; pressatura pneumatica dei grappoli interi; illimpidimento statico a freddo; fermentazione in acciaio inox parzialmente con starter di lieviti autoctoni/indigeni; fermentazione malolattica non completata; affinamento in serbatoi di acciaio inox (per i vini di punta uso quasi esclusivo del mosto fiore). |
| Affinamento | in serbatoi di acciaio inox (vasche in acciaio inox) |
| Allergeni | Contiene solfiti |

