Descrizione
Che tipo di vino è
Al Poggio di Castello di Ama è un vino bianco fermo a Indicazione Geografica Tipica che esprime la naturale eleganza della Toscana. Valorizzando appieno lo Chardonnay attraverso una parziale fermentazione in botti di rovere, si presenta nel calice con un colore oro brillante, note di fiori bianchi, sentori di albicocca e sfumature di mandorla. L’assaggio è deciso e delicato, offrendo una profonda freschezza minerale e una solida struttura che sfocia in un finale spiccatamente persistente.
Da dove proviene
Le uve provengono dai vigneti di Lecchi in Chianti, situati sulle vocate pendici di Ama. Le viti sono coltivate a un’altitudine di rilievo, tra i 460 e i 500 metri sul livello del mare, godendo di esposizioni ottimali. Il suolo, caratterizzato da una matrice calcarea e da una composizione argillo-calcarea, si rivela decisivo per lo sviluppo della tensione gustativa. Il clima della zona, con primavere fresche ed estati asciutte, permette di raggiungere una maturazione ottimale dei grappoli, favorendo il perfetto equilibrio nel bicchiere.
Come viene prodotto
Dopo un’accurata vendemmia e la successiva pressatura, il mosto viene refrigerato. Una parte del raccolto fermenta in vasche di acciaio, mentre la quota restante è destinata all’impiego di botti di rovere. Per arricchire la trama gustativa, lo Chardonnay lavorato in legno affronta una calibrata macerazione sulle bucce, completando in seguito la fermentazione malolattica. L’affinamento si svolge sulle fecce fini per circa otto mesi all’interno delle botti, dove un bâtonnage regolare settimanale dona al vino la sua tipica pienezza e una chiara definizione strutturale.
Storia e curiosità
Rinata nel 1976 grazie alla passione di quattro famiglie romane, la tenuta Castello di Ama ha ridefinito l’espressione dei bianchi toscani. Intuendo le potenzialità dei suoli argilloso-calcarei e dell’altitudine di Gaiole in Chianti, nei primi anni Ottanta l’azienda introdusse pregiati cloni di Chardonnay provenienti dalla Borgogna. Sin dal suo primo millesimo nel 1988, questa iconica etichetta incarna la perfetta sinergia tra il vocato terroir senese e una visione pionieristica, regalando un’ineguagliabile eleganza.
Note di degustazione
Profumo
Colore
Sapore
Servire a:
10 - 12 °C
Longevità:
05 - 10 anni
- Anno di avviamento: 1976
- Enologo: Marco Pallanti
- Bottiglie prodotte: 320.000
- Ettari: 75
Ad oggi, Castello di Ama possiede e gestisce circa 75 ettari di vigne e 40 ettari di oliveti, avvalendosi del lavoro di più di 60 persone. Il ruolo di direttore generale ed enologo è rivestito continuativamente da Marco Pallanti, che ha ricoperto, tra il 2006 e il 2012, la carica di Presidente del Consorzio del Chianti Classico, portando il contributo della creazione della categoria ‘Gran Selezione’ con l’obiettivo di evidenziare la straordinaria qualità e diversità dei vini della regione. Scopri di più
| Nome | Castello di Ama Al Poggio Chardonnay 2025 |
|---|---|
| Tipologia | Bianco fermo |
| Classificazione | Toscana IGT |
| Annata | 2025 |
| Formato | 0,75 l |
| Grado alcolico | 13.0% in volume |
| Vitigni | 100% Chardonnay |
| Nazione | Italia |
| Regione | Toscana |
| Produttore | Castello di Ama |
| Storia | e curiositàRinata nel 1976 grazie alla passione di quattro famiglie romane, la tenuta Castello di Ama ha ridefinito l’espressione dei bianchi toscani. Intuendo le potenzialità dei suoli argilloso-calcarei e dell’altitudine di Gaiole in Chianti, nei primi anni Ottanta l’azienda introdusse pregiati cloni di Chardonnay provenienti dalla Borgogna. Sin dal suo primo millesimo nel 1988, questa iconica etichetta incarna la perfetta sinergia tra il vocato terroir senese e una visione pionieristica, regalando un’ineguagliabile eleganza. |
| Ubicazione | Frazione Lecchi in Chianti - Gaiole in Chianti (SI) |
| Clima | Freddo con forti escursioni termiche a inizio anno; nevicate a gennaio seguite da un febbraio insolitamente mite; primavera fresca e piovosa; estate calda e secca da metà giugno |
| Composizione del terreno | Argillo-calcareo |
| Sistema di allevamento | Parte a lira e parte a spalliera semplice |
| N. piante per ettaro | 2.800 piante/ha (lira) e 5.200 piante/ha (spalliera semplice) |
| Vendemmia | Inizio settembre |
| Tecnica di produzione | Mosto refrigerato; fermentazione per il 60% in vasche d’acciaio e per il 40% in barrique; macerazione sulle bucce (25% delle uve) per circa 12 ore; fermentazione malolattica e affinamento in barrique sulle fecce per circa 8 mesi con bâtonnage ogni 7 giorni |
| Vinificazione | Dopo la pressatura, il mosto viene refrigerato; circa il 60% fermenta in vasche d’acciaio e il restante 40% in barrique. Il 25% delle uve destinate alla fermentazione in legno macera sulle bucce per circa 12 ore. La parte vinificata in barrique svolge la fermentazione malolattica e affina in legno sulle fecce per circa 8 mesi con bâtonnage ogni 7 giorni. |
| Affinamento | in barrique di Allier e Troncais (50% nuove e 50% di un anno) sulle fecce per circa 8 mesi con bâtonnage ogni 7 giorni; la parte in barrique svolge fermentazione malolattica. |
| Acidità totale | 4.88 |
| Estratto secco | 19.6 |
| Allergeni | Contiene solfiti |

