Descrizione
Che tipo di vino è
La Spinetta Moscato Biancospino è un vino bianco dolce biologico firmato La Spinetta, autentica espressione del Moscato d’Asti. Prodotto da uve Moscato Bianco, si distingue per uno stile delicato, caratterizzato da una dolcezza naturale ben bilanciata e da una sottile effervescenza. Al naso sprigiona nitidi profumi di fiori d’arancio, limone e mandarino. Il sorso è avvolgente, con richiami di pesca e albicocca, e chiude con una piacevole vena minerale in un finale lungo e pulito. Questo vino è indicato anche per chi segue un’alimentazione vegana.
Da dove proviene
Questo Moscato d’Asti ha origine in Piemonte, tra i comuni di Coazzolo e Castagnole delle Lanze. Le uve provengono da vecchie vigne coltivate secondo i principi dell’agricoltura biologica, situate a circa trecento metri di altitudine con una privilegiata esposizione a sud. Tali condizioni favoriscono una maturazione ottimale, definendo il ricco profilo aromatico del vino. I suoli marnoso-calcarei con tracce sabbiose conferiscono una notevole finezza, contribuendo a delineare la tipica e rinfrescante trama minerale percepibile al palato.
Come viene prodotto
La lavorazione prevede la fermentazione in autoclave a temperatura controllata, una tecnica che preserva la fragranza del frutto esaltandone i toni floreali e agrumati. Nel calice si presenta di un colore giallo intenso con vivaci riflessi verdolini, accompagnato da una delicata effervescenza. La degustazione rivela un sorso morbido, in cui la dolcezza è costantemente bilanciata dalla freschezza. È ottimo da servire come elegante aperitivo o in abbinamento a dolci alle nocciole e torte cremose al cioccolato.
Storia e curiosità
Fondata nel 1977 a Castagnole delle Lanze dall’intuizione di Giuseppe Rivetti, la tenuta La Spinetta ha costruito la propria eccellenza partendo proprio dal Moscato. Il Biancospino nasce da pregiate vecchie vigne di quarantacinque anni situate tra Coazzolo e Castagnole delle Lanze, coltivate nel pieno rispetto dell’agricoltura biologica e sostenibile. Sotto la guida degli enologi Giorgio e Andrea Rivetti, questa etichetta adatta ai vegani celebra l’autenticità del territorio piemontese, vantando una costanza qualitativa ampiamente premiata dalla critica internazionale.
Note di degustazione
Perlage
Profumo
Colore
Sapore
Servire a:
10 - 12 °C
Longevità:
03 - 05 anni
- Anno di avviamento: 1977
- Enologo: Giorgio Rivetti, Andrea Rivetti
- Bottiglie prodotte: 500.000
- Ettari: 100
Presto arriva l’urgenza di cimentarsi nella lavorazione di uve a bacca rossa, e da questa necessità nasce la Barbera Cà di Pian nel 1982. Attraverso il confronto con amici produttori e la condivisione di nuove idee e nuovi approcci in vigna e cantina, nel 1989 vede la luce il Pin, un vino dal respiro internazionale ma profondamente legato al territorio. L’esperienza maturata attraverso la produzione del Pin si rivela un prezioso strumento quando i fratelli Rivetti si approcciano al Barbaresco. Il primo nasce nel 1995 dal vigneto Gallina, al quale segue Starderi nel 1996 e Valeirano nel 1997.
Spinti dalla voglia di mettersi in gioco e dal desiderio di confrontarsi con i grandi produttori piemontesi, i fratelli Rivetti prendono una decisione ambiziosa e acquisiscono alcuni ettari a Grinzane Cavour. Giorgio Rivetti è riuscito ad intuire l’enorme potenziale di quella zona, nella quale ritrova sintetizzate le caratteristiche che contraddistinguono i Cru più prestigiosi. Nel 2001 i fratelli Carlo, Bruno e Giorgio volgono lo sguardo alla Toscana dando vita a Casanova della Spinetta, spinti dalla voglia di misurarsi con territori e vitigni diversi. Nonostante la tendenza fosse di lavorare principalmente con vitigni internazionali, i Rivetti anche qui si impegnano a rispettare il legame tra l’uva, in questo caso il Sangiovese, e il suo territorio d’origine.
Mossi da una profonda passione per lo Champagne e dalla volontà di mettersi nuovamente in gioco, nel 2011 i Rivetti acquisiscono la cantina Contratto, storica casa spumantiera piemontese. La filosofia de La Spinetta viene applicata alla produzione del metodo classico: vengono immediatamente acquistati nuovi vigneti e Contratto non tarda a diventare un punto di riferimento all’interno della denominazione dell’Alta Langa. L’ultima avventura de La Spinetta inizia nel 2018 con l’acquisto di alcuni ettari nei Colli Tortonesi, in Piemonte, dedicati alla produzione del Timorasso; i fratelli Rivetti credono fermamente nell’enorme potenziale di questa uva a bacca bianca, certi che questo incredibile vitigno autoctono piemontese si possa misurare con i più grandi vini bianchi del mondo. Scopri di più
| Nome | La Spinetta Moscato d'Asti Biancospino Tappo Stelvin 2025 |
|---|---|
| Tipologia | Bianco biologico dolce naturale dolce aromatico |
| Classificazione | Asti DOCG |
| Annata | 2025 |
| Formato | 0,75 l |
| Grado alcolico | 5.5% in volume |
| Vitigni | 100% Moscato Bianco/Moscato Reale |
| Nazione | Italia |
| Regione | Piemonte |
| Produttore | La Spinetta |
| Storia | e curiositàFondata nel 1977 a Castagnole delle Lanze dall’intuizione di Giuseppe Rivetti, la tenuta La Spinetta ha costruito la propria eccellenza partendo proprio dal Moscato. Il Biancospino nasce da pregiate vecchie vigne di quarantacinque anni situate tra Coazzolo e Castagnole delle Lanze, coltivate nel pieno rispetto dell’agricoltura biologica e sostenibile. Sotto la guida degli enologi Giorgio e Andrea Rivetti, questa etichetta adatta ai vegani celebra l’autenticità del territorio piemontese, vantando una costanza qualitativa ampiamente premiata dalla critica internazionale. |
| Ubicazione | Comuni di Coazzolo e Castagnole delle Lanze (Asti) |
| Composizione del terreno | Terreno marnoso calcareo con tracce sabbiose |
| Periodo di fermentazione | Circa 1 mese |
| Tecnica di produzione | Fermentazione alcolica in autoclave a temperatura controllata per circa 1 mese |
| Vinificazione | Fermentazione alcolica in autoclave a temperatura controllata per circa 1 mese. |
| Acidità totale | 7.0 |
| PH | 3.3 |
| Allergeni | Contiene solfiti |

