Descrizione
Che tipo di vino è
La Quinta Sangiovese di Giodo è un vino rosso fermo che valorizza il Sangiovese in purezza. Si distingue per un colore rubino intenso e per un bouquet aromatico che spazia dalle more e prugne ai fiori rossi, con richiami alla macchia mediterranea e una piacevole nota balsamica. Al palato emerge una fresca scia sapida bilanciata da tannini vibranti, che rendono la beva dinamica. La persistenza su note di spezie fini lo rende ideale per accompagnare carni rosse succulente, paste saporite e formaggi di media stagionatura.
Da dove proviene
Questo vino nasce in Toscana, nel territorio di Montalcino, dove i vigneti sono situati a un’altitudine di trecento metri con esposizione a sud-est. Le piante affondano le radici in una matrice di ciottoli e argilla, fondamentale per conferire al sorso sapidità e struttura. I filari, curati da Giodo e allevati a cordone speronato, coprono una superficie di sei ettari. Una gestione attenta delle rese garantisce un’eccellente concentrazione aromatica, che riflette fedelmente l’identità del terroir.
Come viene prodotto
Il processo di vinificazione prevede una fermentazione in acciaio per sette giorni, seguita da un contatto con le bucce di dodici giorni per un’estrazione ottimale. L’affinamento si svolge per dodici mesi in grandi botti di rovere, una scelta volta a preservare la fragranza del frutto e a levigare la trama tannica. Una sosta finale in vasche di cemento permette al vino di raggiungere il perfetto equilibrio. Si consiglia di decantare il vino per un’ora e di servirlo a una temperatura compresa tra i sedici e i diciotto gradi per esaltarne appieno le qualità organolettiche.
Storia e curiosità
Nato nel 2002 dall’esperienza dell’enologo Carlo Ferrini, il progetto Giodo racconta il territorio attraverso La Quinta Sangiovese Toscana IGT. Le uve crescono su pendii esposti a sud-est a 300 metri di altitudine, in terreni ricchi di ciottoli e argilla. Questa pregiata annata 2023, prodotta in sole 11.000 bottiglie e premiata con 92 punti da Decanter, fermenta in acciaio per poi affinare dodici mesi in grandi botti di rovere e vasche di cemento. Una sapiente pratica di cantina studiata per preservare l’eleganza e i tratti distintivi di questo nobile vitigno in purezza.
Premi
Note di degustazione
Profumo
Colore
Sapore
Servire a:
16 - 18 °C
Longevità:
10 - 15 anni
Tempo di decantazione:
1 ora
- Anno di avviamento: 2002
- Enologo: Carlo Ferrini
- Bottiglie prodotte: 11.000
- Ettari: 6
Dopo 10 anni arriva il momento di spiccare il volo come wine maker, si parte da Montalcino da dove conquista i favori della critica di tutto il mondo, per poi muoversi in ogni angolo significativo dell’Italia vitivinicola. Mentre contribuisce a tenere alto il mito di perle dell’enologia nostrana come i vini di Castello del Terriccio nel pisano, quelli di Tenuta San Leonardo in Trentino o nella solare Sicilia con Tasca d’Almerita (ne citiamo solo alcuni perché la lista è molto condita), matura l’idea di "metter su" vigna facendo ricadere la scelta su Montalcino, da dove la sua professionalità è esplosa, per poi estendersi con qualche appezzamento anche all’amatissimo Etna.
Giodo è un solido progetto con 5 ettari complessivi, dove l’enologo-produttore può esprimere la sua capacità, questa volta senza filtri, nel lieu-dit di Sant’Angelo, posto nel versante sud-est della denominazione, a 300 metri di altitudine. Qui alleva viti di 10 diversi cloni di Sangiovese, di 12 anni di età, con la copiosa densità di 6600 ceppi/ha; smentendo chi lo accusa di far uso smodato di barrique, vinifica solo in tonneau, un tipo di botte che reputa perfetta per mantenere il tratto garbato dei suoi vini. Il risultato nel bicchiere è sorprendente, in primis con il Brunello Giodo (dal nome di mamma Giovanna e papà Donatello), e per l’ottimo prodotto siciliano, quest’ultimo realizzato da impianti di 80 anni d’età, coltivati a 950 metri slm. Unica pecca, il numero esiguo di bottiglie prodotte, che renderà ancora più appetibili dai collezionisti questi meravigliosi campioni. Scopri di più
| Nome | Giodo La Quinta Sangiovese 2023 |
|---|---|
| Tipologia | Rosso fermo |
| Classificazione | Toscana IGT |
| Annata | 2023 |
| Formato | 0,75 l |
| Grado alcolico | 13.5% in volume |
| Vitigni | 100% Sangiovese |
| Nazione | Italia |
| Regione | Toscana |
| Produttore | Giodo |
| Storia | e curiositàNato nel 2002 dall’esperienza dell’enologo Carlo Ferrini, il progetto Giodo racconta il territorio attraverso La Quinta Sangiovese Toscana IGT. Le uve crescono su pendii esposti a sud-est a 300 metri di altitudine, in terreni ricchi di ciottoli e argilla. Questa pregiata annata 2023, prodotta in sole 11.000 bottiglie e premiata con 92 punti da Decanter, fermenta in acciaio per poi affinare dodici mesi in grandi botti di rovere e vasche di cemento. Una sapiente pratica di cantina studiata per preservare l’eleganza e i tratti distintivi di questo nobile vitigno in purezza. |
| Ubicazione | Montalcino (SI) |
| Composizione del terreno | Medio impasto ricco di scheletro (ciottoli e argilla) |
| Sistema di allevamento | Cordone speronato |
| N. piante per ettaro | 6600 |
| Resa per ettaro | 50 q/ha |
| Periodo di fermentazione | 7 giorni |
| Tecnica di produzione | Fermentazione alcolica in tini d’acciaio con 12 giorni di contatto con le bucce; affinamento in botti grandi di rovere e ulteriore maturazione in vasche di cemento |
| Vinificazione | 7 giorni di fermentazione alcolica in tini d’acciaio, e 12 giorni di contatto con le bucce. |
| Affinamento | 12 mesi in botti di rovere da 500 e 2.500 litri, seguiti da ulteriore affinamento in vasche di cemento. |
| Acidità totale | 6.1 |
| Produzione annata | 11000 bottiglie |
| Allergeni | Contiene solfiti |

