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Castelvecchi

Chianti Classico Capotondo 2023

Rosso fermo

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Denominazione DOCG Chianti Classico
Formato 0,75 l
Grado alcolico 14.0% in volume
Area Toscana (Italia)
Vitigni 88% Sangiovese, 12% Canaiolo Nero
Affinamento in serbatoi d’acciaio fino a dicembre, poi in botte grande e barrique di terzo o quarto passaggio per 10-12 mesi, seguito da 8 mesi di affinamento in bottiglia.
  • Denominazione e annata: Chianti Classico DOCG 2023, vino rosso fermo della Toscana
  • Uvaggio: 88% Sangiovese e 12% Canaiolo, struttura media e tannini ben integrati
  • Profumi e gusto: note di mirtillo, ciliegia, prugna, rosa, viola e lieve speziatura
  • Affinamento: maturazione in acciaio, poi in botte grande e barrique, seguito da riposo in bottiglia
  • Servizio e abbinamenti: decantare per 1 ora a 16-18 °C; ideale con carni arrosto e formaggi
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Descrizione

Che tipo di vino è

Il Capotondo Chianti Classico Castelvecchi è un vino toscano dal carattere autentico. Frutto di un armonioso blend di Sangiovese e Canaiolo, si presenta con un colore rosso intenso dai vivaci riflessi violacei. Il bouquet è accattivante, dominato da frutti rossi e di bosco come mirtillo, ciliegia e prugna, impreziosito da richiami floreali di rosa e viola e da una lieve speziatura. Al palato esprime un corpo medio e una piacevole freschezza, offrendo una decisa armonia strutturale. I tannini ben integrati assicurano grande equilibrio e una notevole longevità.

Da dove proviene

Le uve nascono sulle alture di Radda in Chianti, nel cuore della campagna senese. I vigneti crescono in un paesaggio incontaminato, circondati da boschi, oliveti e antiche pievi. I suoli si distinguono per la forte presenza di galestro e alberese, unita a componenti di massi e arenaria. Questa geologia ideale infonde al calice una spiccata freschezza gustativa. L’identità di Castelvecchi poggia su una storia vitivinicola millenaria, le cui radici documentate fin dal 1043 rivivono nelle affascinanti cantine scavate sotto il castello della tenuta.

Come viene prodotto

La produzione ha inizio con la raccolta e un’attenta cernita delle uve. In cantina si svolge una macerazione sulle bucce di circa venticinque o trenta giorni per estrarre i composti essenziali. Il vino matura inizialmente in serbatoi di acciaio, per poi affinare circa un anno in botti grandi e barrique di terzo o quarto passaggio. Questo riposo nel legno ammorbidisce i tannini e arricchisce il quadro gustativo. Il processo termina con un riposo conclusivo di otto mesi, necessario per stabilizzare l’armonia e definire il perfetto equilibrio del vino.

Storia e curiosità

Il Capotondo nasce sulle colline più alte di Radda in Chianti, in un sito vitivinicolo documentato sin dal 1043. Questa straordinaria eredità millenaria rivive nelle antiche cantine scavate sotto il castello medievale, dove i segreti della vinificazione vengono tramandati con passione. Castelvecchi valorizza questo terroir eccezionale coltivando ventiquattro ettari di vigneti incastonati tra boschi e pievi. Il sigillo del Gallo Nero suggella l’autenticità di un’etichetta capace di raccontare nel calice l’anima più profonda e storica della Toscana.

Premi

  • 2023

    4

    Guida della Fondazione Italiana Sommelier (FIS). Da oltre 10 anni, questa guida dei vini è una delle più prestigiose d'italia.

  • 2023

    3

    Guida della Associazione Italiana Sommelier (AIS).

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Note di degustazione

Profumo

Profumo

Il profumo di frutti rossi prevale, con tendenze al frutto maturo come frutto di bosco, mirtillo, ciliegia e prugna, leggermente speziato.

Colore

Colore

Rosso intenso con sfumature violacee

Gusto

Sapore

Buon corpo, buona acidità e freschezza; vino armonioso, tipico ed equilibrato, con note floreali prevalenti (rosa rossa e viola) e una lieve speziatura.

Servire a:

16 - 18 °C

Longevità:

05 - 10 anni

Tempo di decantazione:

1 ora

Vini Rossi Corposi e Molto Maturi

Produttore
Castelvecchi
Da questa cantina
  • Anno di avviamento: 2004
  • Enologo: Leonardo Valenti
  • Bottiglie prodotte: 80.000
  • Ettari: 24
Le storiche cantine di Castelvecchi si trovano proprio sotto il castello e risalgono, come tutta la struttura, al X-XI secolo. La Fattoria Castelvecchi ha un passato storico illustre: in alcuni documenti dell’Alto Medioevo viene citata come Castello et Curtis. L’importanza del Borgo di Castelvecchi risiede anche nella sua ubicazione strategica, trovandosi al centro di diverse strade importanti di cui una, prima etrusca e poi romana, collegava il Castello di Brolio con Radda, con la Pieve di Santa Maria Novella e con il Castello delle Stinche; un’altra strada partiva dal "Castello et Curtis" per La Volpaia collegando la Val di Pesa con la Valdarno. La sua funzione era di avvistamento e difesa, per questo doveva essere fortificato con possenti mura di cinta.

Castelvecchi fu sotto il dominio dei signori di Monterinaldi e vi rimase per quasi tutto l’XI secolo finché, proclamatosi comunità autonoma, subì, verso la fine del XIII secolo, i feroci attacchi dei nobili del luogo, attirati dall’incredibile ricchezza della Pieve di Santa Maria Novella e dalla fertilità ampiamente riconosciuta dei vigneti qui coltivati, lungamente e duramente contesi da più parti. Verso la metà dei Seicento il nome della località, che allora era "Castela de la Pieve", si trasformò, dal nome dei proprietari, prima in "Castel de’ Vecchi", poi in "Castelvecchi". I de’ Vecchi erano una nobile ed antica famiglia originaria di Montalcino. La proprietà è passata negli anni agli eredi del marito dell’ultima discendente della famiglia de’ Vecchi, Marchese Gutierrez de la Solana, Grande di Spagna, che già nel 1905 ricevette un importante premio per i suoi vini a Milano.

La cantina di Castelvecchi ha un’estensione di circa 1.000 metri quadrati e gode di una climatizzazione naturale eccezionale (18° gradi costanti). È suddivisa in sei locali: uno per l’accoglienza degli ospiti, due per la lavorazione dei vini, tre per l’affinamento in botti e barrique di rovere. Il contesto paesaggistico circostante è davvero unico: tutto intorno si distende una stupenda cornice di vigneti e oliveti che fa da contorno al paese di Radda e proprio di fronte alla cantina si erge, in tutto il suo splendore, l’antico borgo de La Volpaia. In questo luogo privilegiato sembra che la storia si sia fermata al magico Medioevo.
Scopri di più

Questo autentico Chianti Classico bilancia la ricchezza di saporiti primi piatti e carni rosse al forno grazie alla sua tipica freschezza. Lasciandolo decantare per un'ora e servendolo tra i 16 e i 18 °C, la sua trama armoniosa esalta magistralmente le succulente preparazioni a base di selvaggina o i pregiati formaggi di media stagionatura, per una degustazione elegante.

Carne
Selvaggina
Formaggi
Pasta
Formaggio stagionato
Maiale
Manzo

Nome Castelvecchi Chianti Classico Capotondo 2023
Tipologia Rosso fermo
Classificazione Chianti Classico DOCG
Annata 2023
Formato 0,75 l
Grado alcolico 14.0% in volume
Vitigni 88% Sangiovese, 12% Canaiolo Nero
Nazione Italia
Regione Toscana
Produttore Castelvecchi
Storia e curiositàIl Capotondo nasce sulle colline più alte di Radda in Chianti, in un sito vitivinicolo documentato sin dal 1043. Questa straordinaria eredità millenaria rivive nelle antiche cantine scavate sotto il castello medievale, dove i segreti della vinificazione vengono tramandati con passione. Castelvecchi valorizza questo terroir eccezionale coltivando ventiquattro ettari di vigneti incastonati tra boschi e pievi. Il sigillo del Gallo Nero suggella l’autenticità di un’etichetta capace di raccontare nel calice l’anima più profonda e storica della Toscana.
Ubicazione Radda in Chianti (Siena)
Composizione del terreno Prevalentemente galestro e alberese, con una piccola percentuale di massi e arenaria
N. piante per ettaro 3.500-5.000
Resa per ettaro 6.500 kg/ettaro
Periodo di fermentazione 25-30 giorni
Tecnica di produzione Raccolta e selezione accurata delle uve; macerazione di 25-30 giorni; affinamento in serbatoi d’acciaio, poi in botte grande e barrique di terzo o quarto passaggio, quindi affinamento in bottiglia.
Vinificazione Le uve vengono raccolte e selezionate con cura. La macerazione è di durata media e si protrae per 25-30 giorni.
Affinamento in serbatoi d’acciaio fino a dicembre, poi in botte grande e barrique di terzo o quarto passaggio per 10 2 mesi, seguito da 8 mesi di affinamento in bottiglia.
Acidità totale 6.2
PH 3.42
Zuccheri residui 0.5
Produzione annata 80000 bottiglie
Allergeni Contiene solfiti