Descrizione
Che tipo di vino è
Il Capotondo Chianti Classico Castelvecchi è un vino toscano dal carattere autentico. Frutto di un armonioso blend di Sangiovese e Canaiolo, si presenta con un colore rosso intenso dai vivaci riflessi violacei. Il bouquet è accattivante, dominato da frutti rossi e di bosco come mirtillo, ciliegia e prugna, impreziosito da richiami floreali di rosa e viola e da una lieve speziatura. Al palato esprime un corpo medio e una piacevole freschezza, offrendo una decisa armonia strutturale. I tannini ben integrati assicurano grande equilibrio e una notevole longevità.
Da dove proviene
Le uve nascono sulle alture di Radda in Chianti, nel cuore della campagna senese. I vigneti crescono in un paesaggio incontaminato, circondati da boschi, oliveti e antiche pievi. I suoli si distinguono per la forte presenza di galestro e alberese, unita a componenti di massi e arenaria. Questa geologia ideale infonde al calice una spiccata freschezza gustativa. L’identità di Castelvecchi poggia su una storia vitivinicola millenaria, le cui radici documentate fin dal 1043 rivivono nelle affascinanti cantine scavate sotto il castello della tenuta.
Come viene prodotto
La produzione ha inizio con la raccolta e un’attenta cernita delle uve. In cantina si svolge una macerazione sulle bucce di circa venticinque o trenta giorni per estrarre i composti essenziali. Il vino matura inizialmente in serbatoi di acciaio, per poi affinare circa un anno in botti grandi e barrique di terzo o quarto passaggio. Questo riposo nel legno ammorbidisce i tannini e arricchisce il quadro gustativo. Il processo termina con un riposo conclusivo di otto mesi, necessario per stabilizzare l’armonia e definire il perfetto equilibrio del vino.
Storia e curiosità
Il Capotondo nasce sulle colline più alte di Radda in Chianti, in un sito vitivinicolo documentato sin dal 1043. Questa straordinaria eredità millenaria rivive nelle antiche cantine scavate sotto il castello medievale, dove i segreti della vinificazione vengono tramandati con passione. Castelvecchi valorizza questo terroir eccezionale coltivando ventiquattro ettari di vigneti incastonati tra boschi e pievi. Il sigillo del Gallo Nero suggella l’autenticità di un’etichetta capace di raccontare nel calice l’anima più profonda e storica della Toscana.
Premi
Note di degustazione
Profumo
Colore
Sapore
Servire a:
16 - 18 °C
Longevità:
05 - 10 anni
Tempo di decantazione:
1 ora
- Anno di avviamento: 2004
- Enologo: Leonardo Valenti
- Bottiglie prodotte: 80.000
- Ettari: 24
Castelvecchi fu sotto il dominio dei signori di Monterinaldi e vi rimase per quasi tutto l’XI secolo finché, proclamatosi comunità autonoma, subì, verso la fine del XIII secolo, i feroci attacchi dei nobili del luogo, attirati dall’incredibile ricchezza della Pieve di Santa Maria Novella e dalla fertilità ampiamente riconosciuta dei vigneti qui coltivati, lungamente e duramente contesi da più parti. Verso la metà dei Seicento il nome della località, che allora era "Castela de la Pieve", si trasformò, dal nome dei proprietari, prima in "Castel de’ Vecchi", poi in "Castelvecchi". I de’ Vecchi erano una nobile ed antica famiglia originaria di Montalcino. La proprietà è passata negli anni agli eredi del marito dell’ultima discendente della famiglia de’ Vecchi, Marchese Gutierrez de la Solana, Grande di Spagna, che già nel 1905 ricevette un importante premio per i suoi vini a Milano.
La cantina di Castelvecchi ha un’estensione di circa 1.000 metri quadrati e gode di una climatizzazione naturale eccezionale (18° gradi costanti). È suddivisa in sei locali: uno per l’accoglienza degli ospiti, due per la lavorazione dei vini, tre per l’affinamento in botti e barrique di rovere. Il contesto paesaggistico circostante è davvero unico: tutto intorno si distende una stupenda cornice di vigneti e oliveti che fa da contorno al paese di Radda e proprio di fronte alla cantina si erge, in tutto il suo splendore, l’antico borgo de La Volpaia. In questo luogo privilegiato sembra che la storia si sia fermata al magico Medioevo. Scopri di più
| Nome | Castelvecchi Chianti Classico Capotondo 2023 |
|---|---|
| Tipologia | Rosso fermo |
| Classificazione | Chianti Classico DOCG |
| Annata | 2023 |
| Formato | 0,75 l |
| Grado alcolico | 14.0% in volume |
| Vitigni | 88% Sangiovese, 12% Canaiolo Nero |
| Nazione | Italia |
| Regione | Toscana |
| Produttore | Castelvecchi |
| Storia | e curiositàIl Capotondo nasce sulle colline più alte di Radda in Chianti, in un sito vitivinicolo documentato sin dal 1043. Questa straordinaria eredità millenaria rivive nelle antiche cantine scavate sotto il castello medievale, dove i segreti della vinificazione vengono tramandati con passione. Castelvecchi valorizza questo terroir eccezionale coltivando ventiquattro ettari di vigneti incastonati tra boschi e pievi. Il sigillo del Gallo Nero suggella l’autenticità di un’etichetta capace di raccontare nel calice l’anima più profonda e storica della Toscana. |
| Ubicazione | Radda in Chianti (Siena) |
| Composizione del terreno | Prevalentemente galestro e alberese, con una piccola percentuale di massi e arenaria |
| N. piante per ettaro | 3.500-5.000 |
| Resa per ettaro | 6.500 kg/ettaro |
| Periodo di fermentazione | 25-30 giorni |
| Tecnica di produzione | Raccolta e selezione accurata delle uve; macerazione di 25-30 giorni; affinamento in serbatoi d’acciaio, poi in botte grande e barrique di terzo o quarto passaggio, quindi affinamento in bottiglia. |
| Vinificazione | Le uve vengono raccolte e selezionate con cura. La macerazione è di durata media e si protrae per 25-30 giorni. |
| Affinamento | in serbatoi d’acciaio fino a dicembre, poi in botte grande e barrique di terzo o quarto passaggio per 10 2 mesi, seguito da 8 mesi di affinamento in bottiglia. |
| Acidità totale | 6.2 |
| PH | 3.42 |
| Zuccheri residui | 0.5 |
| Produzione annata | 80000 bottiglie |
| Allergeni | Contiene solfiti |

