Descrizione
Che tipo di vino è
Il Castello del Terriccio è un rosso fermo della Toscana, frutto di un blend strutturato che unisce le uve Syrah, Petit Verdot e altre varietà. Nel calice si presenta con un colore rubino intenso e profondi riflessi granati. Al naso esprime sentori avvolgenti di mora, ribes nero e ciliegia, fusi a eleganti note balsamiche e speziate. Al palato rivela un corpo potente, ben bilanciato da una spiccata freschezza e da tannini setosi che accompagnano un finale lungo e persistente, arricchito da richiami mentolati e cenni di cioccolato.
Da dove proviene
Le uve crescono a Castellina Marittima, nel cuore della Maremma costiera toscana. L’area beneficia dell’influenza del clima mediterraneo e delle costanti brezze marine che, insieme alla forte luminosità, assicurano una maturazione ottimale. I suoli della tenuta si distinguono per essere ricchi di minerali ferrosi, pietre e antichi fossili. Questa specifica conformazione geologica e climatica dona al sorso un’evidente sapidità minerale e netti richiami alla macchia mediterranea circostante.
Come viene prodotto
La produzione ha inizio con una selettiva vendemmia manuale seguita da una rigorosa doppia selezione dei grappoli. Dopo una diraspatura delicata, la fermentazione si svolge in vasche di acciaio inox aperte a temperatura controllata, con una macerazione sulle bucce di circa venti giorni. La maturazione prosegue per diciotto mesi in botti di rovere francese di Allier, un riposo fondamentale per completare ed esaltare la struttura del vino prima dell’assemblaggio finale.
Storia e curiosità
Fondata nel 1921, la tenuta Castello del Terriccio domina la Maremma costiera toscana con i suoi 1700 ettari, una realtà autosufficiente che comprende boschi, uliveti e allevamenti equini. Su terreni ferrosi ricchi di antichi fossili, l’enologo Carlo Ferrini dà vita a un IGT Toscana Rosso di grande carisma. Le uve, provenienti da 50 ettari di vigneti allevati a cordone speronato, sono vendemmiate a mano e sottoposte a una meticolosa doppia selezione. È premiato con 96/100 da James Suckling.
Premi
Note di degustazione
Profumo
Colore
Sapore
Servire a:
18 - 20 °C
Longevità:
10 - 15 anni
Tempo di decantazione:
1 ora
- Anno di avviamento: 1921
- Enologo: Carlo Ferrini
- Bottiglie prodotte: 200.000
- Ettari: 50
Le rovine del castello, da cui deriva il nome dell'azienda, ci riportano al Medioevo. Strategicamente posizionato in cima alle colline, abbracciava con lo sguardo tutta la costa tirrenica: era una torre di avvistamento da cui i Pisani potevano scorgere in tempo l'arrivo dei pirati Saraceni ed evitare le loro terribili razzie. Tra il Duecento e il Trecento, il vescovo di Pisa, nipote di papa Bonifacio VIII, in nome della Chiesa Romana, concesse in enfiteusi la tenuta ai conti Gaetani, che ne restarono proprietari per cinque secoli, durante i quali la realtà fortificata del castello lasciò il posto ad una attività agricola sempre più consistente: di qui la costruzione della fattoria per organizzare la produzione di grano, olive e uva, classiche colture della zona, con la realizzazione, nel Seicento, dei fabbricati ed in seguito della cantina aziendale.
Alla fine del Settecento, quel ramo della famiglia Gaetani rimase senza eredi e il Terriccio fu acquistato dai principi Poniatowski, emigrati dalla Polonia, ai quali la proprietà - di grande interesse anche minerario, per la ricchezza di ferro, rame e altri minerali rinvenuti in profondità nei terreni collinari - appartenne fino alla prima guerra mondiale.
La famiglia Serafini Ferri
La storia moderna del Terriccio ha inizio nel primo dopoguerra, quando la Tenuta fu acquisita dai conti Serafini Ferri. Con gli importanti interventi di miglioramento fondiario realizzati negli anni Venti, i Serafini Ferri modernizzarono sensibilmente la fisionomia agricola dell'azienda approfondendo la vocazione agricola del Terriccio. Vennero messi a coltura la maggior parte dei terreni, realizzati oliveti e vigneti e ristrutturati la maggior parte dei vitigni. Fino agli anni Settanta la tenuta, che ospitava ben 60 famiglie di mezzadri, era più conosciuta per l'attività cerealicola (al punto da conquistare il record europeo di produzione del granturco in secondo raccolto), che per l'attività in campo vinicolo e difatti nel 1980 erano solo 25 gli ettari vitati. Ancora oggi è viva l'attenzione verso la coltivazione biologiche di cereali (farro e frumento), foraggio e olivi accanto alla quale è cresciuta sempre più la dedizione verso la coltivazione di uva, tanto che i vitigni coltivati ora occupano 60 ettari di terreno. Sotto la guida di Gian Annibale Rossi di Medelana Serafini Ferri, il Terriccio è un'importante azienda agricola di 1860 ettari che grazie alla cura posta, in particolare nella coltivazione del'uva, produce vini dotati di grande personalità e legati profondamente al loro terroir. Scopri di più
| Nome | Castello del Terriccio Castello del Terriccio 2019 |
|---|---|
| Tipologia | Rosso fermo |
| Classificazione | Toscana IGT |
| Annata | 2019 |
| Formato | 0,75 l |
| Grado alcolico | 14.0% in volume |
| Vitigni | 50% Syrah, 25% Petit Verdot |
| Nazione | Italia |
| Regione | Toscana |
| Produttore | Castello del Terriccio |
| Storia | e curiositàFondata nel 1921, la tenuta Castello del Terriccio domina la Maremma costiera toscana con i suoi 1700 ettari, una realtà autosufficiente che comprende boschi, uliveti e allevamenti equini. Su terreni ferrosi ricchi di antichi fossili, l’enologo Carlo Ferrini dà vita a un IGT Toscana Rosso di grande carisma. Le uve, provenienti da 50 ettari di vigneti allevati a cordone speronato, sono vendemmiate a mano e sottoposte a una meticolosa doppia selezione. È premiato con 96/100 da James Suckling. |
| Ubicazione | Castellina Marittima (Pisa), Maremma costiera toscana |
| Clima | Mediterraneo |
| Composizione del terreno | Suoli ricchi di minerali ferrosi con pietre e fossili |
| Sistema di allevamento | Cordone speronato |
| Vendemmia | Settembre (dal 12 al 29) |
| Temperatura di fermentazione | 31 °C |
| Periodo di fermentazione | Circa 20 giorni |
| Tecnica di produzione | Fermentazione alcolica in vasche di acciaio inox aperte a temperatura controllata (31°C) con circa 20 giorni di macerazione; affinamento 18 mesi in barrique francesi di Allier, quindi assemblaggio e imbottigliamento |
| Vinificazione | Seconda selezione in cantina; diraspatura delicata, pressatura accurata per evitare la rottura delle bucce; fermentazione alcolica in vasche di acciaio inox aperte a temperatura controllata (31°C) con circa 20 giorni di macerazione; affinamento 18 mesi in barrique francesi di Allier, quindi assemblaggio e imbottigliamento. |
| Affinamento | Affinato 18 mesi in barrique francesi di Allier, quindi assemblato e imbottigliato |
| Produzione annata | 200000 bottiglie |
| Allergeni | Contiene solfiti |

