Descrizione
Che tipo di vino è
Il Barolo biologico di Borgogno è un vino rosso a Denominazione di Origine Controllata e Garantita del Piemonte, che nasce da uve Nebbiolo. Fermentato in vasche di cemento e affinato in grandi botti di rovere, è caratterizzato da un colore rubino con riflessi granato, mentre il suo profilo aromatico svela sentori di frutti rossi, spezie scure e note terrose. Al palato si presenta austero, rivelando una trama vellutata unita a tannini dolci. La vivace acidità dona una decisa freschezza al sorso, che evolve in un finale balsamico, ideale per accompagnare carni piemontesi, gulasch e piatti della cucina giapponese come lo yakiniku.
Da dove proviene
Le uve provengono dal Piemonte, nei comuni di Barolo e La Morra, includendo storici appezzamenti come Cannubi e Liste. I vigneti sono situati tra 290 e 370 metri di altitudine e godono di un’esposizione a sud e sud-est. L’allevamento a Guyot si sviluppa su terreni composti da marne calcareo-argillose.
Come viene prodotto
La produzione inizia con un’accurata vendemmia manuale autunnale. In cantina, la fermentazione spontanea avviene grazie a lieviti indigeni all’interno di vasche di cemento. Segue la tradizionale macerazione a cappello sommerso, che estrae lentamente colore e componenti aromatiche, favorendo lo svolgimento della fermentazione malolattica. Il lungo affinamento in grandi botti di rovere di Slavonia, seguito da un passaggio in cemento, dona a questo vino rosso una piena armonia gustativa.
Storia e curiosità
Questo Barolo DOCG biologico nasce da uve Nebbiolo coltivate in cinque storici vigneti nel comune di Barolo, tra cui Cannubi e Liste. Tra le curiosità che lo contraddistinguono, oltre ai prestigiosi 93 punti assegnati da James Suckling, spicca la sua versatilità in abbinamento: si presta ad accompagnare non solo piatti tradizionali e gulasch, ma anche specialità giapponesi come gyoza, yakiniku e merluzzo nero marinato.
Premi
Note di degustazione
Profumo
Colore
Sapore
Servire a:
18 - 20 °C
Longevità:
10 - 15 anni
Tempo di decantazione:
1 ora
- Anno di avviamento: 1761
- Enologo: Simone Borsari
- Bottiglie prodotte: 250.000
- Ettari: 40
Vanta alcuni primati unici: nel 1861 il Barolo Borgogno sigilla il patto della nascita dell’Unità d’Italia, e nel 1908 viene servito allo Zar di tutte le Russie in visita a Racconigi.
La svolta avviene nel 1920, quando Cesare Borgogno inizia ad esportare all’estero, ma la sua intuizione più grande viene quando decide di "dimenticarsi" metà di produzione di Barolo Riserva, vendendola dopo 20 anni, comprendendo la grande versatilità e la potenza del Nebbiolo.
Quello di Borgogno è un elogio alla lentezza: scelgono di avere il tempo di comprendere le cose e farle nel modo giusto.
La cura e l’attenzione in vigna è fondamentale, usando prodotti di origine organica, che hanno portato nel 2019 ad avere la prima vendemmia Biologica Certificata, così come la loro vinificazione segue ancora le regole della produzione tradizionale.
La scelta di mantenere 8 dei 39 ettari posseduti coltivata a bosco è per sostenere la biodiversità della fauna di Langa, per fare sì che non venga inghiottita dalla coltivazione massiva di viti.
Da Borgogno si percepiscono la storia, la tradizione e le radici che si fondono con l’innovazione del tempo che cambia.
Scopri di più
| Nome | Giacomo Borgogno Barolo 2022 |
|---|---|
| Tipologia | Rosso biologico fermo |
| Classificazione | Barolo DOCG |
| Annata | 2022 |
| Formato | 0,75 l |
| Grado alcolico | 14.5% in volume |
| Vitigni | 100% Nebbiolo |
| Nazione | Italia |
| Regione | Piemonte |
| Produttore | Giacomo Borgogno e Figli |
| Storia | e curiositàQuesto Barolo DOCG biologico nasce da uve Nebbiolo coltivate in cinque storici vigneti nel comune di Barolo, tra cui Cannubi e Liste. Tra le curiosità che lo contraddistinguono, oltre ai prestigiosi 93 punti assegnati da James Suckling, spicca la sua versatilità in abbinamento: si presta ad accompagnare non solo piatti tradizionali e gulasch, ma anche specialità giapponesi come gyoza, yakiniku e merluzzo nero marinato. |
| Ubicazione | Barolo e La Morra (Piemonte, Italia) |
| Composizione del terreno | Marne calcareo-argillose |
| Sistema di allevamento | Guyot |
| N. piante per ettaro | 4000 |
| Vendemmia | Fine settembre, metà ottobre |
| Temperatura di fermentazione | 22–29 °C |
| Periodo di fermentazione | Circa 12–15 giorni |
| Tecnica di produzione | Fermentazione spontanea con lieviti indigeni in vasche di cemento e macerazione a cappello sommerso; affinamento in grandi botti di rovere di Slavonia |
| Vinificazione | Dopo la vendemmia manuale, le uve vengono diraspate e pigiate. La fermentazione avviene spontaneamente con lieviti indigeni, senza lieviti aggiunti, in vasche di cemento per circa 12–15 giorni a 22–29 °C. Segue macerazione a cappello sommerso in cemento per almeno 20–30 giorni. Dopo la svinatura si avvia la fermentazione malolattica per circa 15 giorni a temperatura costante di 22 °C. |
| Affinamento | in botti da 4500 L in rovere di Slavonia per 4 anni, seguito da ulteriori 6 mesi di affinamento in bottiglia. |
| Allergeni | Contiene solfiti |

