Storia |
Vitigno coltivato da lungo tempo in Puglia, che potrebbe essere originario della Spagna. Pare che l'origine del nome derivi dalla forma particolare del grappolo, somigliante ad un bambino dalle braccia un po' sollevate: da qui l'usanza di chiamarlo Bambino, in dialetto pugliese, poi nel tempo mutatosi in Bombino. È conosciuto anche come Buonvino, soprannome dovuto alla buona vigoria nonché all'elevata resa sia in termini di materia prima che di mosto ottenuto. Più verosimilmente il termine deriva dal termine spagnolo Bovino, dove, in Spagna, la lettera “v” si pronuncia “b” e quindi, italianizzando il termine si è ottenuto negli anni la parola Bombino, che sta ad indicare un buon vino e di conseguenza buon vino nero. La zona di coltivazione è quella del nord-barese, basso foggiano, con tendenza all'espansione in tutto il centro Italia. |
Caratteristiche ampelografiche |
Foglia:grandezza media, quinquelobata, seno peziolare a bordi sovrapposti, seni laterali superiori a lira, seni inferiori laterali ad U; pagina superiore verde cupo, lucida, glabra; pagina inferiore aracnoidea, lembo bolloso e spesso; lobi revoluti; angolo alla sommità dei lobi terminali acuto. Le nervature, sia sulla pagina superiore che sulla pagina inferiore, sono verdi e sporgenti nella pagina inferiore. Dentatura irregolare a margini rettilinei, con denti molto pronunciati a base larga, leggermente convessi da un lato e concavi dall'altro.
Grappolo: grosso, compatto, prevalentemente composto o alato (2 ali), peduncolo visibile, legnoso fino alla prima ramificazione; pedicelli medi; cercine evidente; pennello corto di colore rossastro.
Acino: grosso, sferoide, con sezione trasversale circolare, di colore blu, buccia pruinosa, spessa, consistente; ombelico persistente e prominente. Polpa mediamente molle, succo incolore, sapore neutro; separazione dell'acino dal pedicello facile. |