Descrizione
Che tipo di vino è
Il Villa Matilde Falerno del Massico Rosso è un celebre vino rosso fermo campano che esprime il carattere autentico del Falerno del Massico. Nasce da un blend di Aglianico e Piedirosso, presentandosi nel calice con un colore rosso rubino profondo. Al naso svela un bouquet intenso e complesso, dominato da sentori di violetta, frutti neri, mora e lampone, arricchiti da sfumature speziate, tabacco e delicati richiami di humus. Al palato offre una struttura calda e avvolgente, dove la persistenza dei tannini morbidi si fonde perfettamente con una definita impronta minerale e un piacevole retrogusto tostato.
Da dove proviene
Questo vino affonda le sue radici nei vigneti collinari della tenuta San Castrese, situata nel comune di Cellole. Le viti crescono a circa centoquaranta metri di altitudine sulle pendici del vulcano spento di Roccamonfina, un territorio dalla vocazione enologica millenaria, lodato fin dalla letteratura classica. I suoli di origine vulcanica, particolarmente ricchi di fosforo, potassio e microelementi, nutrono le piante e conferiscono al vino la sua inconfondibile sapidità. La rigorosa selezione dei grappoli direttamente in vigna permette di valorizzare al meglio la storica identità territoriale di questa rinomata area campana.
Come viene prodotto
La vendemmia si svolge in due fasi distinte nel mese di ottobre, rispettando i tempi di maturazione dell’Aglianico e del Piedirosso. Dopo la diraspatura e la pigiatura, il mosto affronta una macerazione sulle bucce di circa venti o venticinque giorni a temperatura controllata, supportata da rimontaggi quotidiani e delestage per estrarre colore e aromi in modo ottimale. Completata la fermentazione malolattica, il vino inizia la sua maturazione: una parte riposa in botti di rovere di Allier, mentre l’altra si evolve in botti tradizionali di rovere di Slavonia. Questo percorso si conclude con un accurato affinamento in bottiglia, che dona al calice il suo equilibrio definitivo e una notevole longevità.
Storia e curiosità
Celebre fin dall’antichità e lodato dal poeta Virgilio, il Falerno del Massico rappresenta un tassello fondamentale della storia enologica. Villa Matilde produce questa prestigiosa etichetta nella tenuta di San Castrese, alle pendici del vulcano spento di Roccamonfina, dove ha sapientemente riportato in vita gli storici vitigni del Falernum. Apprezzata da esperti del calibro di James Suckling e Bibenda, la rinomata annata 2018 vanta uno straordinario potenziale di invecchiamento che va dai dieci ai quindici anni, offrendo un’esperienza dal fascino senza tempo.
Premi
Note di degustazione
Profumo
Colore
Sapore
Servire a:
16 - 18 °C
Longevità:
10 - 15 anni
Tempo di decantazione:
1 ora
- Anno di avviamento: 1965
- Enologo: Fabio Gennarelli, Riccardo Cotarella
- Bottiglie prodotte: 700.000
- Ettari: 125
Oggi l’azienda è guidata dai figli di Francesco Paolo, Maria Ida e Salvatore Avallone che con dedizione esclusiva proseguono il sogno e il progetto del padre raccogliendone l’importante eredità e guardando ancora oltre: dall’Ager Falernus si sono spinti sino alla provincia di Avellino con nuove vigne, nuovi progetti e vini che raccontano l’identità forte della Campania Felix. Nel 2004 Villa Matilde ha infatti inaugurato le Tenute di Pietrafusa nel distretto delle Docg irpine, in provincia di Avellino, avviando la produzione di nuovi vini. Scopri di più
| Nome | Villa Matilde Falerno del Massico Rosso 2018 |
|---|---|
| Tipologia | Rosso fermo |
| Classificazione | Falerno del Massico DOC |
| Annata | 2018 |
| Formato | 0,75 l |
| Grado alcolico | 14.0% in volume |
| Vitigni | 80% Aglianico, 20% Piedirosso |
| Nazione | Italia |
| Regione | Campania |
| Produttore | Villa Matilde |
| Storia | e curiositàCelebre fin dall’antichità e lodato dal poeta Virgilio, il Falerno del Massico rappresenta un tassello fondamentale della storia enologica. Villa Matilde produce questa prestigiosa etichetta nella tenuta di San Castrese, alle pendici del vulcano spento di Roccamonfina, dove ha sapientemente riportato in vita gli storici vitigni del Falernum. Apprezzata da esperti del calibro di James Suckling e Bibenda, la rinomata annata 2018 vanta uno straordinario potenziale di invecchiamento che va dai dieci ai quindici anni, offrendo un’esperienza dal fascino senza tempo. |
| Ubicazione | Vigneti collinari della tenuta San Castrese, alle pendici del vulcano spento di Roccamonfina, in provincia di Caserta (Cellole) |
| Composizione del terreno | Vulcanico, ricco di fosforo, potassio e microelementi |
| Sistema di allevamento | Guyot (circa 6 gemme per pianta) |
| N. piante per ettaro | 5.000–7.000 |
| Resa per ettaro | Circa 6.000 kg/ha |
| Vendemmia | Aglianico: terza decade di ottobre; Piedirosso: seconda decade di ottobre |
| Temperatura di fermentazione | 25–26 °C |
| Periodo di fermentazione | 20–25 giorni |
| Tecnica di produzione | Diraspatura e pigiatura con macerazione sulle bucce per 20–25 giorni a 25–26 °C con rimontaggi quotidiani e delestage; successiva fermentazione malolattica e affinamento in barrique di rovere di Allier e botti grandi di rovere di Slavonia |
| Vinificazione | Diraspatura e pigiatura seguite da macerazione delle vinacce a 25-26 °C per circa 20-25 giorni, con rimontaggi quotidiani e delestage; al termine della fermentazione alcolica avviene la fermentazione malolattica. |
| Affinamento | Una parte del vino (50%) affina in barrique di rovere di Allier (per un terzo nuove) e il restante 50% riposa in botti tradizionali di rovere di Slavonia da 10 a 35 hl per 10–12 mesi; segue un periodo di affinamento in bottiglia. |
| Produzione annata | 130000 bottiglie |
| Allergeni | Contiene solfiti |

