Descrizione
Che tipo di vino è
Cuvée EMME di Oltrenero è un Metodo Classico Brut blanc de noirs ottenuto da uve Pinot Meunier. Questo spumante dell’Oltrepò Pavese rivela un colore brillante arricchito da leggeri riflessi ramati. Al naso svela note mentolate, albicocca, susina gialla e mandorla dolce, mentre al palato esprime un profilo fresco e spiccatamente cremoso, che sfuma su eleganti richiami di pasticceria e marzapane. La sua solida struttura gustativa è stata premiata con novantadue punti dal critico James Suckling.
Da dove proviene
Le uve hanno origine nel territorio di Zenevredo, presso la località Il Bosco, situata nel cuore dell’Oltrepò Pavese. Le viti, coltivate a Guyot e con un’età superiore ai venticinque anni, traggono nutrimento da suoli profondi a matrice argilloso-limoso-calcarea, con una significativa presenza di marne. Questa specifica composizione geologica è fondamentale per conferire la tipica tensione gustativa al Pinot Meunier. Il microclima della zona, con i suoi inverni miti e piogge regolari, assicura una maturazione graduale dei grappoli, valorizzando la struttura naturale e l’identità del vitigno.
Come viene prodotto
La raccolta delle uve avviene manualmente verso la metà di agosto. In seguito a una pressatura soffice, il mosto svolge la fermentazione primaria in vasche di acciaio per dodici giorni e riposa successivamente sulle fecce fini per circa sei mesi, acquisendo volume e finezza. La presa di spuma segue rigorosamente i principi del Metodo Classico, prevedendo un affinamento sui lieviti per un periodo di ventiquattro mesi. Il processo di creazione termina con un equilibrato dosaggio Brut, che assicura una beva armoniosa e una chiusura gustativa nitida.
Storia e curiosità
Il nome di questa cuvée rende omaggio al Pinot Meunier, noto come "Pinot del Mugnaio" per la peluria bianca delle foglie. Prodotto nel vigneto Il Bosco a Zenevredo, questo spumante rappresenta una rarità tra i Metodo Classico italiani in purezza. Le viti di oltre 25 anni regalano un’uva eccezionale, affinata per 24 mesi sui lieviti con un dosaggio Brut di 5 g/L. Questa cura dona al vino un’elegante cremosità, premiata con 92 punti James Suckling.
Premi
Note di degustazione
Profumo
Colore
Sapore
Servire a:
06 - 08 °C
Longevità:
05 - 10 anni
- Anno di avviamento: 1987
- Enologo: Cristiano Trambusti
- Bottiglie prodotte: 680.000
- Ettari: 100
Ma qual è la storia vitivinicola dell’Oltrepò Pavese? Sono stati probabilmente i Barbari a chiamare così le terre che essi incontrarono dopo aver attraversato il fiume Po, scendendo dal nord. Abitato dai Liguri e dai Galli Insubri, l’Oltrepò passa sotto la dominazione romana dopo la famosa battaglia di Clastidium (l’attuale Casteggio) avvenuta nel 222 a.C.
Con i Romani il territorio ha un forte sviluppo, grazie anche alla costruzione delle principali vie di comunicazione. A quell’epoca, come risulta dalle cronache di Plinio Il Vecchio, la viticoltura si praticava con successo e, come racconta Columella, si bevevano buoni vini. Dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, furono i Barbari a occupare queste terre.
In epoca medievale, si avvicendarono sul territorio famose famiglie nobiliari e clericali. Furono i Malaspina, i Visconti, i Beccaria, i Dal Verme, gli Sforza che ebbero il controllo del territorio e firmarono la storia dell’Oltrepò lasciando traccia del loro antico potere anche nelle torri, nei castelli, nelle chiese e nei bellissimi palazzi che si possono ammirare oggi nelle città e nei borghi pavesi.
L’Oltrepò è stata nei secoli una terra molto contesa. Attraverso i trattati di pace passò nelle mani delle grandi potenze del tempo: Francia, Spagna, poi l’Austria che, sotto il regno di Maria Luisa, cedette l’Oltrepò alla corona di Sardegna con il trattato di Worms (1743).
I primi studi sull’ampelografia e i censimenti catastali effettuati alla fine del ‘700 testimoniano l’alta vocazione enologica del territorio e la grande diffusione della viticoltura. Agli inizi dell’800, dopo un breve ritorno ai Francesi sotto Napoleone, l’Oltrepò era ancora parte del regno di Sardegna ed è proprio in questo periodo che i viticoltori piemontesi iniziarono la coltivazione del vitigno Pinot Nero nelle terre ad est delle zone storiche Langhe, Asti, Monferrato. E’ solo dal 1860 che l’Oltrepo diventò territorio lombardo.
In questa terra conosciuta anche con il nome di "Vecchio Piemonte", alla fine dell’Ottocento ebbe inizio la produzione spumantistica italiana, grazie alle uve Pinot Nero, un vitigno di eccellenza particolarmente adatto ad essere vinificato in bianco e dare poi origine a nobili spumanti prodotti con il metodo classico.
L’azienda vitivinicola è di proprietà della Famiglia Zonin dal 1987 che avendo compreso il Valore di questo territorio ha espanso la superfice vitata dai 30 ettari iniziali ai 104 attuali (di cui 84 vitati). In questa fase di ampliamento, è stata privilegiata la grande ricchezza di varietà autoctone nobili come la sorprendente Croatina e la Barbera, che qui raggiungono eccezionali standard qualitativi. Ma il Re indiscusso della tenuta e vitigno principe dell’Oltrepò, è il Pinot Nero, che qui, da oltre due secoli, esprime tutta la sua classe e personalità. Infatti, attualmente circa il 75% del Pinot Nero coltivato in Italia è localizzato nell’Oltrepò Pavese. Scopri di più
| Nome | Oltrenero Cuvee Emme Brut 2019 |
|---|---|
| Tipologia | Bianco spumante metodo classico brut |
| Classificazione | VSQ |
| Annata | 2019 |
| Formato | 0,75 l |
| Grado alcolico | 12.0% in volume |
| Vitigni | 100% Pinot Meunier |
| Nazione | Italia |
| Regione | Lombardia |
| Produttore | Oltrenero |
| Storia | e curiositàIl nome di questa cuvée rende omaggio al Pinot Meunier, noto come "Pinot del Mugnaio" per la peluria bianca delle foglie. Prodotto nel vigneto Il Bosco a Zenevredo, questo spumante rappresenta una rarità tra i Metodo Classico italiani in purezza. Le viti di oltre 25 anni regalano un’uva eccezionale, affinata per 24 mesi sui lieviti con un dosaggio Brut di 5 g/L. Questa cura dona al vino un’elegante cremosità, premiata con 92 punti James Suckling. |
| Ubicazione | Il Bosco, Zenevredo, Oltrepò Pavese |
| Clima | Inverno mite, primavera senza grandi sbalzi termici e precipitazioni nella norma |
| Composizione del terreno | Terreno profondo, argilloso-limoso-calcareo con presenza di marne. |
| Sistema di allevamento | Guyot |
| N. piante per ettaro | 4500 piante/ha |
| Resa per ettaro | 70 q/ha |
| Vendemmia | Metà agosto (15–20 agosto) |
| Periodo di fermentazione | Seconda fermentazione in bottiglia con permanenza sui lieviti per 24 mesi; ulteriore affinamento in bottiglia di circa 3 mesi |
| Tecnica di produzione | Metodo classico (seconda fermentazione in bottiglia) |
| Vinificazione | Vendemmia manuale a metà agosto; pressatura soffice e vinificazione in acciaio, con fermentazione alcolica di circa 12 giorni e sosta 5–6 mesi sulle fecce fini. Spumantizzazione con Metodo Classico (seconda fermentazione in bottiglia), affinamento 24 mesi sui lieviti, dosaggio Brut 5 g/L e circa 3 mesi di riposo in bottiglia dopo la sboccatura. |
| Affinamento | Seconda fermentazione in bottiglia con permanenza sui lieviti per 24 mesi; affinamento di circa 3 mesi in bottiglia dopo la sboccatura. |
| Zuccheri residui | 5.0 |
| Allergeni | Contiene solfiti |

