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Oltrenero

Cuvee Emme Metodo Classico Brut 2019

Bianco spumante metodo classico brut

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6 bottiglie

Disponibilità immediata
Denominazione VSQ
Formato 0,75 l
Grado alcolico 12.0% in volume
Area Lombardia (Italia)
Vitigni 100% Pinot Meunier
Affinamento Seconda fermentazione in bottiglia con permanenza sui lieviti per 24 mesi; affinamento di circa 3 mesi in bottiglia dopo la sboccatura.
  • Tipologia: Metodo Classico Brut 2019, blanc de noirs da 100% Pinot Meunier
  • Affinamento: 24 mesi sui lieviti e 3 mesi in bottiglia, dosaggio Brut 5 g/L
  • Aromi: menta, albicocca, susina gialla e mandorla, colore con riflessi ramati
  • Palato: fresco e cremoso, finale elegante di pasticceria e lieve marzapane
  • Abbinamenti e riconoscimenti: salmone affumicato, asparagi, crudità, 92 punti James Suckling
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Descrizione

Che tipo di vino è

Cuvée EMME di Oltrenero è un Metodo Classico Brut blanc de noirs ottenuto da uve Pinot Meunier. Questo spumante dell’Oltrepò Pavese rivela un colore brillante arricchito da leggeri riflessi ramati. Al naso svela note mentolate, albicocca, susina gialla e mandorla dolce, mentre al palato esprime un profilo fresco e spiccatamente cremoso, che sfuma su eleganti richiami di pasticceria e marzapane. La sua solida struttura gustativa è stata premiata con novantadue punti dal critico James Suckling.

Da dove proviene

Le uve hanno origine nel territorio di Zenevredo, presso la località Il Bosco, situata nel cuore dell’Oltrepò Pavese. Le viti, coltivate a Guyot e con un’età superiore ai venticinque anni, traggono nutrimento da suoli profondi a matrice argilloso-limoso-calcarea, con una significativa presenza di marne. Questa specifica composizione geologica è fondamentale per conferire la tipica tensione gustativa al Pinot Meunier. Il microclima della zona, con i suoi inverni miti e piogge regolari, assicura una maturazione graduale dei grappoli, valorizzando la struttura naturale e l’identità del vitigno.

Come viene prodotto

La raccolta delle uve avviene manualmente verso la metà di agosto. In seguito a una pressatura soffice, il mosto svolge la fermentazione primaria in vasche di acciaio per dodici giorni e riposa successivamente sulle fecce fini per circa sei mesi, acquisendo volume e finezza. La presa di spuma segue rigorosamente i principi del Metodo Classico, prevedendo un affinamento sui lieviti per un periodo di ventiquattro mesi. Il processo di creazione termina con un equilibrato dosaggio Brut, che assicura una beva armoniosa e una chiusura gustativa nitida.

Storia e curiosità

Il nome di questa cuvée rende omaggio al Pinot Meunier, noto come "Pinot del Mugnaio" per la peluria bianca delle foglie. Prodotto nel vigneto Il Bosco a Zenevredo, questo spumante rappresenta una rarità tra i Metodo Classico italiani in purezza. Le viti di oltre 25 anni regalano un’uva eccezionale, affinata per 24 mesi sui lieviti con un dosaggio Brut di 5 g/L. Questa cura dona al vino un’elegante cremosità, premiata con 92 punti James Suckling.

Premi

  • 2019

    4

    Guida della Fondazione Italiana Sommelier (FIS). Da oltre 10 anni, questa guida dei vini è una delle più prestigiose d'italia.

  • 2019

    2

    Questa guida è altamente rispettata e fornisce la più approfondita valutazione dei vini italiani. Ha una lunga tradizione e si basa su degustazioni bendate effettuate da oltre 100 esperti.

  • 2019

    92

    /100

    James Suckling è un influente giornalista americano critico di vino che ha lavorato per 30 anni su Wine Spectator. Nel 2010 ha abbandonato la rivista per iniziare il proprio sito web e guida (JamesSuckling.com). E' specializzato nei vini italiani e di Bordeaux.

  • 2019

    2

    Una delle più prestigiose guide vini d'Italia.

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Note di degustazione

Profumo

Profumo

Sentori mentolati, albicocca, susina gialla e mandorla dolce

Colore

Colore

Bianco brillante con riflessi ramati

Gusto

Sapore

Sorso fresco, intrigante e cremoso, con beva avvolgente; finale elegante e persistente con note di pasticceria e leggero marzapane.

Servire a:

06 - 08 °C

Longevità:

05 - 10 anni

Spumanti Metodo Charmat

Produttore
Oltrenero
Da questa cantina
  • Anno di avviamento: 1987
  • Enologo: Cristiano Trambusti
  • Bottiglie prodotte: 680.000
  • Ettari: 100
La viticoltura nell’Oltrepò Pavese è infatti antichissima e i primi documenti scritti risalgono a Plinio e a Strabone che nel 40 a.C., passando con una legione romana, scrisse "vino buono, popolo ospitale e botti in legno molto grandi".
Ma qual è la storia vitivinicola dell’Oltrepò Pavese? Sono stati probabilmente i Barbari a chiamare così le terre che essi incontrarono dopo aver attraversato il fiume Po, scendendo dal nord. Abitato dai Liguri e dai Galli Insubri, l’Oltrepò passa sotto la dominazione romana dopo la famosa battaglia di Clastidium (l’attuale Casteggio) avvenuta nel 222 a.C.

Con i Romani il territorio ha un forte sviluppo, grazie anche alla costruzione delle principali vie di comunicazione. A quell’epoca, come risulta dalle cronache di Plinio Il Vecchio, la viticoltura si praticava con successo e, come racconta Columella, si bevevano buoni vini. Dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, furono i Barbari a occupare queste terre.

In epoca medievale, si avvicendarono sul territorio famose famiglie nobiliari e clericali. Furono i Malaspina, i Visconti, i Beccaria, i Dal Verme, gli Sforza che ebbero il controllo del territorio e firmarono la storia dell’Oltrepò lasciando traccia del loro antico potere anche nelle torri, nei castelli, nelle chiese e nei bellissimi palazzi che si possono ammirare oggi nelle città e nei borghi pavesi.

L’Oltrepò è stata nei secoli una terra molto contesa. Attraverso i trattati di pace passò nelle mani delle grandi potenze del tempo: Francia, Spagna, poi l’Austria che, sotto il regno di Maria Luisa, cedette l’Oltrepò alla corona di Sardegna con il trattato di Worms (1743).

I primi studi sull’ampelografia e i censimenti catastali effettuati alla fine del ‘700 testimoniano l’alta vocazione enologica del territorio e la grande diffusione della viticoltura. Agli inizi dell’800, dopo un breve ritorno ai Francesi sotto Napoleone, l’Oltrepò era ancora parte del regno di Sardegna ed è proprio in questo periodo che i viticoltori piemontesi iniziarono la coltivazione del vitigno Pinot Nero nelle terre ad est delle zone storiche Langhe, Asti, Monferrato. E’ solo dal 1860 che l’Oltrepo diventò territorio lombardo.

In questa terra conosciuta anche con il nome di "Vecchio Piemonte", alla fine dell’Ottocento ebbe inizio la produzione spumantistica italiana, grazie alle uve Pinot Nero, un vitigno di eccellenza particolarmente adatto ad essere vinificato in bianco e dare poi origine a nobili spumanti prodotti con il metodo classico.

L’azienda vitivinicola è di proprietà della Famiglia Zonin dal 1987 che avendo compreso il Valore di questo territorio ha espanso la superfice vitata dai 30 ettari iniziali ai 104 attuali (di cui 84 vitati). In questa fase di ampliamento, è stata privilegiata la grande ricchezza di varietà autoctone nobili come la sorprendente Croatina e la Barbera, che qui raggiungono eccezionali standard qualitativi. Ma il Re indiscusso della tenuta e vitigno principe dell’Oltrepò, è il Pinot Nero, che qui, da oltre due secoli, esprime tutta la sua classe e personalità. Infatti, attualmente circa il 75% del Pinot Nero coltivato in Italia è localizzato nell’Oltrepò Pavese.
Scopri di più

Questo eccellente Metodo Classico esalta alla perfezione piatti a base di salmone affumicato e asparagi, abbinandosi con eleganza anche ad antipasti vegetariani o crudità. Il carattere raffinato di Cuvée EMME si può apprezzare nella classica bottiglia da 750 ml per degustazioni intime, oppure nel prestigioso formato Magnum da 1500 ml per celebrare al meglio le occasioni speciali.

Pesce
Antipasti
Pesce grasso
Vegetariano

Nome Oltrenero Cuvee Emme Brut 2019
Tipologia Bianco spumante metodo classico brut
Classificazione VSQ
Annata 2019
Formato 0,75 l
Grado alcolico 12.0% in volume
Vitigni 100% Pinot Meunier
Nazione Italia
Regione Lombardia
Produttore Oltrenero
Storia e curiositàIl nome di questa cuvée rende omaggio al Pinot Meunier, noto come "Pinot del Mugnaio" per la peluria bianca delle foglie. Prodotto nel vigneto Il Bosco a Zenevredo, questo spumante rappresenta una rarità tra i Metodo Classico italiani in purezza. Le viti di oltre 25 anni regalano un’uva eccezionale, affinata per 24 mesi sui lieviti con un dosaggio Brut di 5 g/L. Questa cura dona al vino un’elegante cremosità, premiata con 92 punti James Suckling.
Ubicazione Il Bosco, Zenevredo, Oltrepò Pavese
Clima Inverno mite, primavera senza grandi sbalzi termici e precipitazioni nella norma
Composizione del terreno Terreno profondo, argilloso-limoso-calcareo con presenza di marne.
Sistema di allevamento Guyot
N. piante per ettaro 4500 piante/ha
Resa per ettaro 70 q/ha
Vendemmia Metà agosto (15–20 agosto)
Periodo di fermentazione Seconda fermentazione in bottiglia con permanenza sui lieviti per 24 mesi; ulteriore affinamento in bottiglia di circa 3 mesi
Tecnica di produzione Metodo classico (seconda fermentazione in bottiglia)
Vinificazione Vendemmia manuale a metà agosto; pressatura soffice e vinificazione in acciaio, con fermentazione alcolica di circa 12 giorni e sosta 5–6 mesi sulle fecce fini. Spumantizzazione con Metodo Classico (seconda fermentazione in bottiglia), affinamento 24 mesi sui lieviti, dosaggio Brut 5 g/L e circa 3 mesi di riposo in bottiglia dopo la sboccatura.
Affinamento Seconda fermentazione in bottiglia con permanenza sui lieviti per 24 mesi; affinamento di circa 3 mesi in bottiglia dopo la sboccatura.
Zuccheri residui 5.0
Allergeni Contiene solfiti