Descrizione
Che tipo di vino è
Lupicaia di Castello del Terriccio è un vino rosso fermo della Toscana, nato da un blend di Cabernet Sauvignon, Merlot e Petit Verdot. Si presenta con un colore rosso rubino intenso e un profilo olfattivo caratterizzato da ribes nero e note minerali, arricchito da accenti balsamici e sentori di legno fresco. Al palato risulta corposo e ben strutturato. La sua trama solida lo rende perfetto per accompagnare selvaggina e carni alla griglia, ma si sposa magnificamente anche con funghi, formaggi stagionati o piatti di carne con salse al cioccolato. Si consiglia di servirlo a 18–20 °C dopo un’ora di decantazione.
Da dove proviene
Questo vino nasce nella Maremma costiera settentrionale, presso la tenuta Castello del Terriccio. Le viti crescono a circa 120 metri di altitudine, con un’esposizione ottimale verso sud e sud-ovest. Il suolo calcareo e l’allevamento a cordone speronato permettono di ottenere rese molto concentrate. Il nome Lupicaia rievoca la storia locale: deriva infatti dal "balzello", il punto preciso della macchia boschiva da cui un tempo emergevano i lupi per attaccare le prede, rendendo l’area celebre come il luogo della caccia al lupo.
Come viene prodotto
La produzione inizia a settembre con una vendemmia manuale condotta separatamente per ogni vitigno, limitando la resa a soli 900 grammi per pianta. In cantina si svolge la fermentazione a temperatura controllata a 31 °C, per un periodo di 16-20 giorni. Il processo si conclude con un affinamento di 18 mesi in botti nuove di Allier, un passaggio fondamentale che definisce i tratti speziati e l’impalcatura tannica, preparando il vino a una lunga evoluzione in bottiglia prima della sua commercializzazione.
Storia e curiosità
Il celebre Lupicaia 2019 è il capolavoro che ha consacrato la tenuta Castello del Terriccio a livello internazionale. Nato nella Maremma costiera sotto la guida esperta dell’enologo Carlo Ferrini, questo maestoso Toscana IGT prende il nome dal "balzello", il punto esatto in cui anticamente si cacciavano i lupi che emergevano dalla macchia. Frutto di rese bassissime per garantire una concentrazione assoluta, questo vino d’eccellenza offre un’esperienza degustativa indimenticabile, premiata dai prestigiosi 95 punti Parker e dai 94 punti di James Suckling.
Premi
Note di degustazione
Profumo
Colore
Sapore
Servire a:
18 - 20 °C
Longevità:
10 - 15 anni
Tempo di decantazione:
1 ora
- Anno di avviamento: 1921
- Enologo: Carlo Ferrini
- Bottiglie prodotte: 200.000
- Ettari: 50
Le rovine del castello, da cui deriva il nome dell'azienda, ci riportano al Medioevo. Strategicamente posizionato in cima alle colline, abbracciava con lo sguardo tutta la costa tirrenica: era una torre di avvistamento da cui i Pisani potevano scorgere in tempo l'arrivo dei pirati Saraceni ed evitare le loro terribili razzie. Tra il Duecento e il Trecento, il vescovo di Pisa, nipote di papa Bonifacio VIII, in nome della Chiesa Romana, concesse in enfiteusi la tenuta ai conti Gaetani, che ne restarono proprietari per cinque secoli, durante i quali la realtà fortificata del castello lasciò il posto ad una attività agricola sempre più consistente: di qui la costruzione della fattoria per organizzare la produzione di grano, olive e uva, classiche colture della zona, con la realizzazione, nel Seicento, dei fabbricati ed in seguito della cantina aziendale.
Alla fine del Settecento, quel ramo della famiglia Gaetani rimase senza eredi e il Terriccio fu acquistato dai principi Poniatowski, emigrati dalla Polonia, ai quali la proprietà - di grande interesse anche minerario, per la ricchezza di ferro, rame e altri minerali rinvenuti in profondità nei terreni collinari - appartenne fino alla prima guerra mondiale.
La famiglia Serafini Ferri
La storia moderna del Terriccio ha inizio nel primo dopoguerra, quando la Tenuta fu acquisita dai conti Serafini Ferri. Con gli importanti interventi di miglioramento fondiario realizzati negli anni Venti, i Serafini Ferri modernizzarono sensibilmente la fisionomia agricola dell'azienda approfondendo la vocazione agricola del Terriccio. Vennero messi a coltura la maggior parte dei terreni, realizzati oliveti e vigneti e ristrutturati la maggior parte dei vitigni. Fino agli anni Settanta la tenuta, che ospitava ben 60 famiglie di mezzadri, era più conosciuta per l'attività cerealicola (al punto da conquistare il record europeo di produzione del granturco in secondo raccolto), che per l'attività in campo vinicolo e difatti nel 1980 erano solo 25 gli ettari vitati. Ancora oggi è viva l'attenzione verso la coltivazione biologiche di cereali (farro e frumento), foraggio e olivi accanto alla quale è cresciuta sempre più la dedizione verso la coltivazione di uva, tanto che i vitigni coltivati ora occupano 60 ettari di terreno. Sotto la guida di Gian Annibale Rossi di Medelana Serafini Ferri, il Terriccio è un'importante azienda agricola di 1860 ettari che grazie alla cura posta, in particolare nella coltivazione del'uva, produce vini dotati di grande personalità e legati profondamente al loro terroir. Scopri di più
| Nome | Castello del Terriccio Lupicaia 2019 |
|---|---|
| Tipologia | Rosso fermo |
| Classificazione | Toscana IGT |
| Annata | 2019 |
| Formato | 0,75 l |
| Grado alcolico | 15.0% in volume |
| Vitigni | 85% Cabernet Sauvignon, 10% Merlot, 5% Petit Verdot |
| Nazione | Italia |
| Regione | Toscana |
| Produttore | Castello del Terriccio |
| Storia | e curiositàIl celebre Lupicaia 2019 è il capolavoro che ha consacrato la tenuta Castello del Terriccio a livello internazionale. Nato nella Maremma costiera sotto la guida esperta dell’enologo Carlo Ferrini, questo maestoso Toscana IGT prende il nome dal "balzello", il punto esatto in cui anticamente si cacciavano i lupi che emergevano dalla macchia. Frutto di rese bassissime per garantire una concentrazione assoluta, questo vino d’eccellenza offre un’esperienza degustativa indimenticabile, premiata dai prestigiosi 95 punti Parker e dai 94 punti di James Suckling. |
| Ubicazione | Maremma costiera della Toscana settentrionale |
| Clima | Altitudine: 120 m s.l.m., esposizione sud/sud-ovest |
| Composizione del terreno | Suolo calcareo |
| Sistema di allevamento | Cordone speronato |
| N. piante per ettaro | 3600-4200 |
| Resa per ettaro | Massimo 3.240–3.780 kg/ha (≈32,4–37,8 q/ha) |
| Vendemmia | Settembre |
| Temperatura di fermentazione | Circa 31 °C a temperatura controllata |
| Periodo di fermentazione | 16 giorni per il Merlot e Petit Verdot; 20 giorni per il Cabernet Sauvignon |
| Tecnica di produzione | Vendemmia manuale; fermentazione a temperatura controllata; affinamento complessivo di 18 mesi in barrique nuove di Allier; imbottigliamento |
| Vinificazione | Vendemmia manuale; fermentazione a temperatura controllata (circa 31 °C) per 16 giorni (Merlot e Petit Verdot) e 20 giorni (Cabernet Sauvignon); affinamento complessivo di 18 mesi in barrique nuove di Allier; imbottigliamento. |
| Affinamento | complessivo di 18 mesi in barrique nuove di Allier |
| Acidità totale | 5.2 |
| Produzione annata | 200000 bottiglie |
| Allergeni | Contiene solfiti |

