Descrizione
Che tipo di vino è
L’Oltrenero Brut Nature è un bianco Metodo Classico prodotto con uve Pinot Nero. Nel calice si presenta con una veste giallo paglierino dai riflessi dorati, impreziosita da un perlage fine e una spuma cremosa. Il bouquet aromatico unisce sentori di agrumi e piccoli frutti rossi a netti richiami di crosta di pane e sfumature floreali. Al palato si distingue per il sorso asciutto, teso e profondo, guidato da una sapidità vibrante che accompagna la degustazione verso un persistente finale tostato.
Da dove proviene
Questa etichetta nasce in Lombardia, tra le colline di Zenevredo, nel cuore dell’Oltrepò Pavese. Le viti beneficiano di un microclima fresco e affondano le radici in suoli argillosi e calcarei di origine morenica. La composizione del terreno, ricca di marne, garantisce un’ottima ritenzione idrica e trasferisce ai grappoli un definito profilo minerale. Tali fattori ambientali sono fondamentali per preservare la freschezza e la precisione aromatica necessarie a esprimere con autenticità il carattere del territorio.
Come viene prodotto
Dopo la vendemmia manuale per singola parcella, i grappoli interi subiscono una pressatura soffice per estrarre unicamente il mosto fiore. In seguito alla decantazione e alla fermentazione alcolica, il vino base matura in acciaio e in grandi botti di rovere. La rifermentazione segue rigorosamente il Metodo Classico, con un riposo sui lieviti di quarantotto mesi. La successiva sboccatura avviene in totale assenza di dosaggio zuccherino, restituendo un gusto puro, nitido ed essenziale.
Storia e curiosità
Nato nell’Oltrepò Pavese dalla Tenuta Il Bosco, l’Oltrenero Brut Nature 2019 è un Metodo Classico d’eccellenza, prodotto senza dosaggio in edizione limitata. Questo Pinot Nero in purezza affina per 48 mesi sui lieviti, sviluppando un sorso sontuoso e sapido, impreziosito da eleganti aromi di crosta di pane, ribes e agrumi. La meticolosa artigianalità di ogni singola annata trova conferma in prestigiosi riconoscimenti internazionali, tra cui spiccano la medaglia d’oro WineHunter e i 93 punti di Wine Enthusiast.
Premi
Note di degustazione
Perlage
Profumo
Colore
Sapore
Servire a:
06 - 08 °C
Longevità:
05 - 10 anni
- Anno di avviamento: 1987
- Enologo: Cristiano Trambusti
- Bottiglie prodotte: 680.000
- Ettari: 100
Ma qual è la storia vitivinicola dell’Oltrepò Pavese? Sono stati probabilmente i Barbari a chiamare così le terre che essi incontrarono dopo aver attraversato il fiume Po, scendendo dal nord. Abitato dai Liguri e dai Galli Insubri, l’Oltrepò passa sotto la dominazione romana dopo la famosa battaglia di Clastidium (l’attuale Casteggio) avvenuta nel 222 a.C.
Con i Romani il territorio ha un forte sviluppo, grazie anche alla costruzione delle principali vie di comunicazione. A quell’epoca, come risulta dalle cronache di Plinio Il Vecchio, la viticoltura si praticava con successo e, come racconta Columella, si bevevano buoni vini. Dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, furono i Barbari a occupare queste terre.
In epoca medievale, si avvicendarono sul territorio famose famiglie nobiliari e clericali. Furono i Malaspina, i Visconti, i Beccaria, i Dal Verme, gli Sforza che ebbero il controllo del territorio e firmarono la storia dell’Oltrepò lasciando traccia del loro antico potere anche nelle torri, nei castelli, nelle chiese e nei bellissimi palazzi che si possono ammirare oggi nelle città e nei borghi pavesi.
L’Oltrepò è stata nei secoli una terra molto contesa. Attraverso i trattati di pace passò nelle mani delle grandi potenze del tempo: Francia, Spagna, poi l’Austria che, sotto il regno di Maria Luisa, cedette l’Oltrepò alla corona di Sardegna con il trattato di Worms (1743).
I primi studi sull’ampelografia e i censimenti catastali effettuati alla fine del ‘700 testimoniano l’alta vocazione enologica del territorio e la grande diffusione della viticoltura. Agli inizi dell’800, dopo un breve ritorno ai Francesi sotto Napoleone, l’Oltrepò era ancora parte del regno di Sardegna ed è proprio in questo periodo che i viticoltori piemontesi iniziarono la coltivazione del vitigno Pinot Nero nelle terre ad est delle zone storiche Langhe, Asti, Monferrato. E’ solo dal 1860 che l’Oltrepo diventò territorio lombardo.
In questa terra conosciuta anche con il nome di "Vecchio Piemonte", alla fine dell’Ottocento ebbe inizio la produzione spumantistica italiana, grazie alle uve Pinot Nero, un vitigno di eccellenza particolarmente adatto ad essere vinificato in bianco e dare poi origine a nobili spumanti prodotti con il metodo classico.
L’azienda vitivinicola è di proprietà della Famiglia Zonin dal 1987 che avendo compreso il Valore di questo territorio ha espanso la superfice vitata dai 30 ettari iniziali ai 104 attuali (di cui 84 vitati). In questa fase di ampliamento, è stata privilegiata la grande ricchezza di varietà autoctone nobili come la sorprendente Croatina e la Barbera, che qui raggiungono eccezionali standard qualitativi. Ma il Re indiscusso della tenuta e vitigno principe dell’Oltrepò, è il Pinot Nero, che qui, da oltre due secoli, esprime tutta la sua classe e personalità. Infatti, attualmente circa il 75% del Pinot Nero coltivato in Italia è localizzato nell’Oltrepò Pavese. Scopri di più
| Nome | Oltrenero Oltrepo Pavese Metodo Classico Pinot Nero Brut Nature 2020 |
|---|---|
| Tipologia | Bianco spumante metodo classico pas dosé |
| Classificazione | Oltrepò Pavese Metodo Classico DOCG |
| Annata | 2020 |
| Formato | 0,75 l |
| Grado alcolico | 12.5% in volume |
| Vitigni | 100% Pinot Nero |
| Nazione | Italia |
| Regione | Lombardia |
| Produttore | Oltrenero |
| Storia | e curiositàNato nell’Oltrepò Pavese dalla Tenuta Il Bosco, l’Oltrenero Brut Nature 2019 è un Metodo Classico d’eccellenza, prodotto senza dosaggio in edizione limitata. Questo Pinot Nero in purezza affina per 48 mesi sui lieviti, sviluppando un sorso sontuoso e sapido, impreziosito da eleganti aromi di crosta di pane, ribes e agrumi. La meticolosa artigianalità di ogni singola annata trova conferma in prestigiosi riconoscimenti internazionali, tra cui spiccano la medaglia d’oro WineHunter e i 93 punti di Wine Enthusiast. |
| Ubicazione | Zenevredo (PV), Lombardia, Italia |
| Clima | Microclima fresco |
| Composizione del terreno | Terreno profondo, argilloso-limoso-calcareo con presenza di marne. |
| N. piante per ettaro | 4500 piante per ettaro |
| Resa per ettaro | 70 quintali per ettaro |
| Vendemmia | Terza settimana di agosto 2019 |
| Temperatura di fermentazione | 18 °C |
| Periodo di fermentazione | Seconda fermentazione in bottiglia con affinamento sui lieviti per circa 48 mesi, seguiti da circa 3 mesi dopo la sboccatura |
| Tecnica di produzione | Metodo Classico (seconda fermentazione in bottiglia) |
| Vinificazione | Raccolta manuale in piccole cassette; pressatura soffice di grappoli interi con estrazione del 45% di mosto fiore; decantazione statica per 12 ore a 16 °C; fermentazione alcolica per circa 12 giorni a 18 °C; maturazione del vino base in parte in tini di acciaio e in parte in grandi botti di rovere fino alla primavera successiva; seconda fermentazione in bottiglia (Metodo Classico) con affinamento sui lieviti per circa 48 mesi, seguiti da circa 3 mesi dopo la sboccatura; Brut Nature senza dosaggio (nessuno zucchero aggiunto). |
| Affinamento | Al termine di questo periodo il vino matura in parte in tini di acciaio e in parte in grandi botti di rovere sino alla primavera successiva alla vendemmia. La seconda fermentazione e l’affinamento sur lie in bottiglia si protraggono per circa 48 mesi, seguiti da 3 mesi dopo la sboccatura. |
| Acidità totale | 7.0 |
| Allergeni | Contiene solfiti |

