Descrizione
Che tipo di vino è
Il Pignacolusse Campi di Fratti e Monache è un vino rosso fermo che incarna lo stile di Jermann attraverso il Pignolo, vitigno friulano dal carattere deciso. Questa etichetta nasce con l’obiettivo di valorizzare le storiche varietà locali attraverso lavorazioni attente e mirate. Il profilo aromatico è profondo e rivela decise note di prugna secca e carruba, arricchite da sfumature di cuoio, cacao e caffè. Al palato risulta potente e robusto, ben sostenuto da tannini ampi e vellutati che ne definiscono la struttura. Si tratta di un rosso austero ed elegante, capace di regalare una persistenza impeccabile ogni volta che viene degustato.
Da dove proviene
Le uve provengono dai vigneti del Friuli-Venezia Giulia, situati tra le colline di Rosazzo e Dolegna del Collio. Le viti, coltivate a Guyot, crescono su suoli composti da materiale colluviale, formatosi dal sollevamento eocenico del Monte Fortino. Questa specifica natura geologica costituisce l’habitat ideale per il Pignolo, varietà antica sapientemente recuperata nel tempo. Le rese contenute e l’influenza del territorio della Venezia Giulia assicurano uve ricche e concentrate, capaci di trasferire nel calice tutta la forza e l’identità del terroir d’origine.
Come viene prodotto
Le pratiche in cantina sono studiate per esaltare la naturale struttura del vitigno. Il mosto affronta lunghe macerazioni a contatto con le bucce, seguite da una fermentazione in tini di legno gestita con follature manuali per un’estrazione ottimale. Il vino affina successivamente in piccole botti di rovere nuovo per un periodo compreso tra diciotto e ventiquattro mesi. Al termine di questa fase, riposa ulteriormente prima della commercializzazione. Questa rigorosa scelta produttiva asseconda una complessa evoluzione, conferendo a questo rosso la sua naturale e straordinaria longevità.
Storia e curiosità
Il Pignacolusse 2019 celebra il Pignolo, una rara e antica varietà friulana recuperata con maestria dai vigneti storici dell’Abbazia di Rosazzo. Jermann porta avanti la filosofia del Capo Martino, valorizzando i vitigni autoctoni con metodi di vinificazione tradizionali. Già negli anni Trenta questo vino veniva definito singolare e di lusso; il suo nome deriva dal toponimo "colusse" e dalla caratteristica forma a pigna del grappolo. Immesso sul mercato tre anni dopo la vendemmia, questo vino garantisce un’evoluzione longeva e affascinante nel tempo.
Note di degustazione
Profumo
Colore
Sapore
Servire a:
16 - 18 °C
Longevità:
10 - 15 anni
Tempo di decantazione:
1 ora
- Anno di avviamento: 1881
- Enologo: Luca Belluzzo
- Bottiglie prodotte: 1.500.000
- Ettari: 180
1930-1940: Angelo Jermann, che oggi ha 93 anni, non solo continua a portare avanti la tradizione di allevamento delle viti familiare, ma si dedica contemporaneamente con passione all'allevamento del bestiame, contribuendo a fare del brand Jermann un'azienda familiare etica e di successo, a tutto tondo.
1971-1973: Silvio Jermann, figlio di Angelo e Bruna, laureatosi in enologia sia a Conegliano che a San Michele, rivoluziona l'azienda di famiglia: al rientro dalla sua lunga esperienza di lavoro oltreoceano, crea il blend Vintage Tunina.
1975: Lancio ufficiale e commercializzazione del Vintage Tunina, che da subito si guadagna uno status di alto profilo dalla critica internazionale e, a tutti gli effetti, apre il nuovo corso del brand Jermann.
07/07/2007: Silvio inaugura la seconda cantina e sede aziendale Jermann, a Ruttars. Scopri di più
| Nome | Jermann Pignacolusse Campi di Fratti e Monache 2019 |
|---|---|
| Tipologia | Rosso fermo |
| Classificazione | Venezia Giulia IGT |
| Annata | 2019 |
| Formato | 0,75 l |
| Grado alcolico | 13.0% in volume |
| Vitigni | 100% Pignolo |
| Nazione | Italia |
| Regione | Friuli-Venezia Giulia |
| Produttore | Jermann |
| Storia | e curiositàIl Pignacolusse 2019 celebra il Pignolo, una rara e antica varietà friulana recuperata con maestria dai vigneti storici dell’Abbazia di Rosazzo. Jermann porta avanti la filosofia del Capo Martino, valorizzando i vitigni autoctoni con metodi di vinificazione tradizionali. Già negli anni Trenta questo vino veniva definito singolare e di lusso; il suo nome deriva dal toponimo "colusse" e dalla caratteristica forma a pigna del grappolo. Immesso sul mercato tre anni dopo la vendemmia, questo vino garantisce un’evoluzione longeva e affascinante nel tempo. |
| Ubicazione | Colline di Rosazzo, provincia di Udine, Italia; Dolegna del Collio (Gorizia), Italia |
| Composizione del terreno | Materiale colluviale derivato dall'elevazione eocenica del Monte Fortino |
| Sistema di allevamento | Guyot |
| N. piante per ettaro | 5700 |
| Tecnica di produzione | Fermentazione in tini di legno con follature manuali; lunghe macerazioni con contatto tra mosto e bucce; affinamento in piccole botti di rovere nuovo per 18–24 mesi |
| Vinificazione | Fermentazione in tini di legno, con follature manuali; lunghe macerazioni con intenso contatto tra mosto e bucce; affinamento in botti piccole di rovere nuovo per 18–24 mesi; commercializzato 3 anni dopo la vendemmia. |
| Affinamento | in botti piccole di rovere nuovo per 18–24 mesi; commercializzato 3 anni dopo la vendemmia. |
| Allergeni | Contiene solfiti |

