Descrizione
Che tipo di vino è
Il Barolo Riserva firmato Giacomo Borgogno è un vino rosso biologico che esprime appieno l’autenticità del Nebbiolo. Il bouquet si apre con sfumature minerali, goudron, fave di cacao e legno di cipresso, ingentilite da note di petali di rosa, lillà e delicati tocchi balsamici. Al palato si distingue per la sua struttura solida e vellutata, sorretta da tannini setosi e rotondi che conducono verso un finale molto persistente. Questa precisa architettura gustativa si sposa splendidamente con piatti a base di carni rosse, selvaggina e formaggi stagionati.
Da dove proviene
Questo rosso nasce in Piemonte, nel cuore del comune di Barolo, da storici e celebri vigneti come Cannubi, Fossati e Liste. Le viti affondano le radici in suoli calcarei e argillosi, capaci di conferire vigore e longevità ai grappoli. L’esposizione a sud e sud-est mitiga l’impatto delle frequenti nebbie e gelate, assicurando uno sviluppo fenolico costante. La gestione dei filari prevede il sistema Guyot ad archetto, una tecnica agronomica volta ad assecondare la fisiologia della pianta e a preservarne l’equilibrio produttivo.
Come viene prodotto
La vinificazione segue processi classici, iniziando con una fermentazione a temperatura controllata accompagnata da follature e rimontaggi manuali. Segue una lenta macerazione a cappello sommerso, fondamentale per estrarre la complessa ricchezza del mosto. L’evoluzione si compie attraverso un lungo affinamento di sei anni in grandi botti di rovere di Slavonia, per poi concludersi con un riposo di dodici mesi in bottiglia, garantendo un perfetto equilibrio gustativo al momento dell’assaggio.
Storia e curiosità
Celebre come "Vino dei Re", il Barolo Riserva di Giacomo Borgogno e Figli fu scelto da Cavour per celebrare l’Unità d’Italia nel 1861. La cantina ne custodisce l’eredità seguendo rigorose procedure tradizionali, tra cui la complessa macerazione a cappello sommerso. L’affinamento di sei anni in grandi botti di rovere di Slavonia, seguito da dodici mesi di riposo in bottiglia, consacra un capolavoro premiato con le 4 Viti della guida Vitae AIS.
Premi
Note di degustazione
Profumo
Colore
Sapore
Servire a:
18 - 20 °C
Longevità:
10 - 15 anni
Tempo di decantazione:
1 ora
- Anno di avviamento: 1761
- Enologo: Simone Borsari
- Bottiglie prodotte: 250.000
- Ettari: 40
Vanta alcuni primati unici: nel 1861 il Barolo Borgogno sigilla il patto della nascita dell’Unità d’Italia, e nel 1908 viene servito allo Zar di tutte le Russie in visita a Racconigi.
La svolta avviene nel 1920, quando Cesare Borgogno inizia ad esportare all’estero, ma la sua intuizione più grande viene quando decide di "dimenticarsi" metà di produzione di Barolo Riserva, vendendola dopo 20 anni, comprendendo la grande versatilità e la potenza del Nebbiolo.
Quello di Borgogno è un elogio alla lentezza: scelgono di avere il tempo di comprendere le cose e farle nel modo giusto.
La cura e l’attenzione in vigna è fondamentale, usando prodotti di origine organica, che hanno portato nel 2019 ad avere la prima vendemmia Biologica Certificata, così come la loro vinificazione segue ancora le regole della produzione tradizionale.
La scelta di mantenere 8 dei 39 ettari posseduti coltivata a bosco è per sostenere la biodiversità della fauna di Langa, per fare sì che non venga inghiottita dalla coltivazione massiva di viti.
Da Borgogno si percepiscono la storia, la tradizione e le radici che si fondono con l’innovazione del tempo che cambia.
Scopri di più
| Nome | Giacomo Borgogno Barolo Riserva 2019 |
|---|---|
| Tipologia | Rosso biologico fermo |
| Classificazione | Barolo DOCG |
| Annata | 2019 |
| Formato | 0,75 l |
| Grado alcolico | 14.5% in volume |
| Vitigni | 100% Nebbiolo |
| Nazione | Italia |
| Regione | Piemonte |
| Produttore | Giacomo Borgogno e Figli |
| Storia | e curiosità Celebre come "Vino dei Re", il Barolo Riserva di Giacomo Borgogno e Figli fu scelto da Cavour per celebrare l’Unità d’Italia nel 1861. La cantina ne custodisce l’eredità seguendo rigorose procedure tradizionali, tra cui la complessa macerazione a cappello sommerso. L’affinamento di sei anni in grandi botti di rovere di Slavonia, seguito da dodici mesi di riposo in bottiglia, consacra un capolavoro premiato con le 4 Viti della guida Vitae AIS. |
| Ubicazione | Comune di Barolo (Cuneo), Piemonte, Italia |
| Composizione del terreno | Calcareo e argilloso |
| Sistema di allevamento | Variante ad archetto del sistema Guyot |
| N. piante per ettaro | 4000 piante/ha |
| Vendemmia | 29 settembre - 7 ottobre |
| Temperatura di fermentazione | Inizialmente 22–25 °C, a fine fermentazione 29–30 °C. |
| Periodo di fermentazione | Circa 2 settimane |
| Tecnica di produzione | Procedure tradizionali con strumenti antichi; fermentazione lunga a temperatura controllata con follatura e rimontaggio manuali; macerazione a cappello sommerso (tappo sommerso); affinamento lento in grandi botti di rovere di Slavonia |
| Vinificazione | Fermentazione per circa 2 settimane a temperatura controllata (inizialmente 22–25 °C, a fine fermentazione 29–30 °C) con follature e rimontaggi manuali, seguita da macerazione a cappello sommerso per 30 giorni; affinamento in grandi botti di rovere di Slavonia per 6 anni e ulteriore affinamento in bottiglia per 12 mesi. |
| Affinamento | 6 anni in grandi botti di rovere di Slavonia, con ulteriore affinamento in bottiglia per 12 mesi |
| Allergeni | Contiene solfiti |

