Descrizione
Che tipo di vino è
Il Cappellano Barolo Chinato è un complesso vino rosso aromatizzato che nasce da una solida base vinicola di Nebbiolo. Al naso regala intensi profumi di spezie, erbe aromatiche e china calissaia. Al palato svela una notevole complessità gustativa, giocando su un perfetto equilibrio tra morbidezza zuccherina e una decisa vena amaricante dalla persistenza interminabile. Valutato con 93 punti dalla critica, questo vino da meditazione esalta in modo eccellente il cioccolato fondente.
Da dove proviene
Le origini di questa etichetta risiedono a Serralunga d’Alba, nel territorio piemontese del Barolo. La ricetta nasce a fine Ottocento dall’intuizione del farmacista Giuseppe Cappellano, che la propose inizialmente come rimedio medicamentoso. Nel corso dei decenni, questa particolare preparazione si è affermata come un classico della cultura enologica locale, rappresentando la pura espressione di una profonda sapienza artigianale.
Come viene prodotto
Il processo produttivo si fonda su un Barolo già invecchiato, impiegato come struttura base. A questo vino viene aggiunto un estratto di china calissaia unito ad altre erbe aromatiche e zucchero. L’elenco esatto delle spezie utilizzate per l’infusione resta un segreto di famiglia. Questa rigorosa lavorazione bilancia la componente vinosa con le botaniche, originando un rosso liquoroso dolce dal profilo definito e dal finale persistente.
Storia e curiosità
Nato alla fine dell’Ottocento dall’intuizione del farmacista Giuseppe Cappellano, questo iconico rosso liquoroso dolce rappresenta un pilastro della tradizione piemontese. La sua produzione unisce un pregiato Barolo già invecchiato a estratti di china calissaia e a un infuso di erbe aromatiche, la cui ricetta rimane tuttora un affascinante segreto di famiglia. Questa sapienza artigianale regala una straordinaria complessità gustativa e un perfetto equilibrio di contrasti, rendendolo ideale a fine pasto e perfetto con il cioccolato fondente.
Premi
Note di degustazione
Profumo
Colore
Sapore
Servire a:
14 -16 °C
Longevità:
10 - 15 anni
- Anno di avviamento: 1870
Mio nonno, Francesco Augusto Cappellano, anch’egli enologo, proseguì la strada tracciata dai suoi avi, lasciando il testimone al figlio Teobaldo, mio padre, sul finire degli anni ’60. Dopo un’infanzia trascorsa in Eritrea, Teobaldo prese il timone dell’azienda modificandola completamente: dimensioni ben più ristrette e massima attenzione alla qualità, secondo direttrici bel precise. Da un lato un'inedita attenzione al territorio, fatta di radicamento ed impegno. Le Langhe di quegli anni, ben lungi dall'attuale riconoscimento, erano terra difficile che Teobaldo si impegnò a promuovere e difendere attraverso un'attiva e instancabile partecipazione al Consorzio del Barolo e Barbaresco e come presidente dell'Enoteca Regionale del Barolo. Al contempo, la recente fama e le difficoltà economiche di chi produceva vino rendevano troppo allettanti le incursioni di un approccio industriale alla viticoltura. Teobaldo fu tra i primi ad affermare la necessità di un ripensamento della produzione, ritrovando l'armonia con le radici del lavoro contadino e assumendo la responsabilità di una tutela ambientale.
La Cantina Cappellano è ciò che è oggi grazie ai miei avi, a mio padre. Ma anche grazie agli amici produttori che mi sono stati accanto e mi hanno sostenuto quando ho perso mio papà; a mia madre che è sempre stata ed è tuttora un pilastro dell'azienda; a ciascuno dei miei collaboratori che, chi da sempre e chi di recente, credono e amano la filosofia che anima la cantina Cappellano. Ed oggi, mentre ancora con gli stessi strumenti utilizzati dal mio prozio frantumo le droghe, posso dirmi orgoglioso di avere tra le mani la sintesi di un secolo e mezzo di storia della mia famiglia. Scopri di più
| Nome | Cappellano Barolo Chinato |
|---|---|
| Tipologia | Rosso liquoroso dolce aromatizzato |
| Classificazione | Barolo DOCG |
| Formato | 0,75 l |
| Grado alcolico | 17.5% in volume |
| Vitigni | 100% Nebbiolo |
| Nazione | Italia |
| Regione | Piemonte |
| Produttore | Cappellano |
| Storia | e curiositàNato alla fine dell’Ottocento dall’intuizione del farmacista Giuseppe Cappellano, questo iconico rosso liquoroso dolce rappresenta un pilastro della tradizione piemontese. La sua produzione unisce un pregiato Barolo già invecchiato a estratti di china calissaia e a un infuso di erbe aromatiche, la cui ricetta rimane tuttora un affascinante segreto di famiglia. Questa sapienza artigianale regala una straordinaria complessità gustativa e un perfetto equilibrio di contrasti, rendendolo ideale a fine pasto e perfetto con il cioccolato fondente. |
| Ubicazione | Serralunga d'Alba, Piemonte |
| Tecnica di produzione | Al Barolo già invecchiato si aggiungono estratto di china calissaia miscelata con altre erbe aromatiche, zucchero e alcol; l’elenco delle spezie usate per l’aromatizzazione resta segreto. |
| Vinificazione | Al Barolo già invecchiato si aggiungono estratto di china calissaia miscelata con altre erbe aromatiche, zucchero e alcol; l’elenco delle spezie usate per l’aromatizzazione resta segreto. |
| Affinamento | Barolo già invecchiato |
| Allergeni | Contiene solfiti |

