Passa alle informazioni sul prodotto
1 su 2

Tenuta di Fiorano

Tenuta di Fiorano Fioranello Bianco 2022

Bianco fermo

Più premiati
Passa alle informazioni sul prodotto
1 su 2
Prezzo di listino €15,50
Prezzo di listino €15,50
Prezzo di listino: Indica il prezzo del prodotto prima dell'inizio della € promozione.
Prezzo scontato
In offerta Esaurito
Prezzo più basso: È il prezzo minimo al quale il prodotto è stato venduto nei 30 giorni precedenti alla riduzione di prezzo, compresi altri periodi promozionali.
€93,00

6 bottiglie

€46,50

3 bottiglie

Disponibilità immediata
Denominazione Lazio IGT
Formato 0,75 l
Grado alcolico 13.0% in volume
Area Lazio (Italia)
Vitigni 50% Grechetto, 50% Viognier
Visualizza dettagli completi

Awards

  • 2022

    4

    Guida della Fondazione Italiana Sommelier (FIS). Da oltre 10 anni, questa guida dei vini è una delle più prestigiose d'italia.

  • 2022

    3

    Guida della Associazione Italiana Sommelier (AIS).

1 su 2

Perfume

Profumo

I profumi sono intensi ed eleganti e variano dal floreale alla frutta tropicale. Non mancano note di mela golden e banana.

Color

Colore

Giallo paglierino con riflessi dorati.

Taste

Sapore

Al palato è equilibrato, sapido e di grande eleganza.

Servire a:

10 - 12 °C.

Longenvità:

05 - 10 anni

Vini Bianchi Giovani e Freschi

Produttore
Tenuta di Fiorano
Da questa cantina
  • Anno di avviamento: 1940
  • Enologo: Lorenzo Costantini
  • Bottiglie prodotte: 30.000
  • Ettari: 12
La Tenuta di Fiorano con i suoi vini, il Fiorano Rosso e il Fiorano Bianco, e la sua storia così ricca di idee innovative e di qualche mistero situata in via di Fioranello n. 19-31 a ridosso dell'Appia Antica, nelle vicinanze anche dell'aereoporto di Ciampino, è di proprietà del Principe Alessandrojacopo Boncompagni Ludovisi.

La fama della Tenuta di Fiorano è anche legata alla figura del Principe Alberico Boncompagni Ludovisi, personaggio che il tempo ha avvolto da meritata leggenda. Tra gli anni ’40 e ’50 del secolo scorso Alberico si appassionò alla produzione del vino e scelse, pioniere in Italia, di impiantare cabernet sauvignon e merlot, malvasia di Candia e uno sconosciuto, per l’epoca, sémillon.

Tra l’amicizia con Tancredi Biondi Santi e Veronelli, aneddoti e misteri -come l’inviolabile cantina- e il suo carattere riservato, Alberico continuò a produrre vini fino al 1998 quando espiantò quasi tutto il vigneto senza dare spiegazioni, con un’uscita di scena degna della fama che si era costruito negli anni.

Tra le pochissime persone che in quegli anni amava frequentare Alberico, c'erano il cugino Paolo Boncompagni Ludovisi e suo figlio Alessandrojacopo già proprietari di una parte della Tenuta nella zona che comprende la chiesetta di Santa Fresca e la Villa vicina. Paolo e Alessandro iniziarono ad occuparsi della Tenuta sempre guidati da Alberico che, nel frattempo, a causa di problemi di salute si era ritirato a Roma e ne seguiva da lì la conduzione.

Tra il 1999 e il 2004 Alessandro acquistò altri 13 ettari di terreni vicino al nucleo iniziale. Impiantò insieme al padre un vigneto sperimentale davanti la Villa di Santa Fresca e poi, sempre con la supervisione di Alberico che gliene cedette i diritti di reimpianto, impostò un nuovo vigneto che doveva ricalcare quello in precedenza espiantato.

Alessandro, allora poco più che ventenne e poco esperto, ma con grande passione, fu guidato da Alberico per la scelta dei terreni, dei cloni e dell’impianto del vigneto, tutto sempre a conduzione biologica, fino alle operazioni di vinificazione, le stesse che continuano oggi sia nel metodo di lavorazione che nell’impiego delle maestranze tra cui Gianni Valenti, la memoria storica.

Tuttora, dopo la raccolta manuale, le uve vengono pressate a mano, la vinificazione avviene nella Vecchia cantina, e poi il vino, per caduta, arriva alla Cantina Storica dove prosegue con l’affinamento nelle vecchie botti e il lungo riposo in bottiglia. Alberico fece applicare in tutto la sua esperienza passata ma quando si trattò di scegliere i vitigni per i vini bianchi l’anziano cugino, senza dare spiegazioni, impose l’utilizzo di altri cloni, il grechetto e il viognier, e non volle più sentir parlare del sémillon.

Ad Alberico successe Alessandrojacopo che oggi è alla guida della Tenuta di circa 200 ettari di terreni comprende vigneti, uliveti, terreni seminativi e pascoli. E soprattutto quella Cantina Storica con i vini che gelosamente conserva al suo interno che Alberico fece visitare a pochissimi fortunati, tra i quali Veronelli, e che Alessandrojacopo, per rispetto, continua ancora oggi a tenere protetta.
Scopri di più

Antipasti
Pasta
Pesce
Crostacei
Formaggi
Pesce magro

Nome Tenuta di Fiorano Fioranello Bianco 2022
Tipologia Bianco fermo
Classificazione Lazio IGT
Annata 2022
Formato 0,75 l
Grado alcolico 13.0% in volume
Vitigni 50% Grechetto, 50% Viognier
Nazione Italia
Regione Lazio
Produttore Tenuta di Fiorano
Ubicazione Appia Antica - Roma
Clima I vitigni sono stati impiantati con un'esposizione Sud ovest/Nord est che consente alle viti di ricevere la perfetta illuminazione durante l'arco della giornata. I venti che soffiano dal vicino mare e dalle colline dei Castelli contribuiscono a mantenere l'integrità e la sanità delle uve impiantate.
Composizione del terreno I vigneti della Tenuta di Fiorano si estendono su un terreno composto prevalentemente dalla pozzolana e dai sedimenti di polveri di eruzione e di trasporto riversati dal vicinissimo ed enorme Vulcano laziale. Sono terreni di buon drenaggio che conferiscono alle uve e ai vini che producono, spiccate capacità a lunghi invecchiamenti.
Sistema di allevamento Controspalliera
Allergeni Contiene solfiti