Fattoria dei Barbi

Fattoria dei Barbi

Vendita vini fattoria dei barbi I Colombini sono un’antica famiglia senese, che ha ricoperto cariche di governo a Siena da poco dopo l’anno mille.

Il nostro primo antenato a figurare nelle cronache è un mercante,Tignoso detto Colombino, i cui figli furono detti Colombini; da qui viene il nome della famiglia. Veniva dal suo castello appena fuori Siena, Uopini, dove il palazzo originario di famiglia divenne ospedale nel medioevo e ancora esiste.

Nel 1200 la famiglia fu accolta nella nobiltà senese ed ebbe diritto allo stemma, e si fregiò di quattro colombe d’oro in campo azzuro divise da una croce d’oro. Il tempo si è portato via il Motivo della croce, oggi non sappiamo se fu per via di una crociata o, più semplicemente, per segnalare la particolare pietà della famiglia.
In generale i Colombini furono piuttosto intristiti ed impoveriti dall’avo beato, e furono costretti ad arrangiarsi fino alla metà del ‘500. A quel punto decisero di cambiare bandiera e di allearsi con i fiorentini, e fu una scelta fortunata perché quando Cosimo dei Medici prese Siena li portò con sé e li restaurò in beni e cariche.

Cosimo, Lucrezio, Ascanio e Giovanni Colombini fecero parte dei cento gentiluomini senesi incaricati dal governo della città sotto i fiorentini, e le proprietà si estesero di nuovo verso l’Amiata dove si insediarono vari rami della famiglia.

Nel 1560 Cosimo Colombini fu Podestà di Montalcino, carica ricoperta di nuovo da Giovanni Colombini 470 anni dopo. Cosimo fu un altro scavezzacollo, geloso della bella moglie Girolama Salvani, e per gelosia o forse per l’innocuo scherzo di una palla di neve tirata a tradimento uccise Alessandro Piccolomini, potente nipote del Papa.

E meno male che Cosimo era simpatico al suo omonimo Granduca di Toscana che lo graziò, altrimenti la stirpe dei Colombini sarebbe finita con sua condanna a morte. Tanti altri Colombini servirono il Granduca come soldati e marinai, tra questi Antonio, Francesco, Stefano, e Torquato, che combatte contro i turchi a Lepanto. Altri furono giuristi famosi, e soprattutto Leonardo e Panfilo. Giulio Cesare Colombini fu invece un letterato, e raccolse e pubblicò le lettere del beato Giovanni. La famiglia si divise in vari rami, ora tutti estinti salvo il nostro che nel ‘700 si stabilì a Lucca dove, 1748 assunse il titolo di conte per diploma di Maria Teresa Cybo d’Este, Duchessa di Massa e Principessa ereditaria di Modena.

Ai primi dell’800 la famiglia viveva in una tenuta a Carmignano, vicino a Lucca, ma manteneva ancora forti legami con Siena. per questo motivo Paolo Colombini scelse di usare la sua laurea in legge, di lasciare la vita di agrario e dedicarsi alla professione di notaio.

Memore delle tradizioni di famiglia e per seguire il vescovo di Lucca, che era divenuto vescovo di Montalcino, scelse di tornare in questa città, dove avrebbe anche potuto seguire le piccole proprietà di famiglia che ancora vi esistevano. Fu una scelta fortunata, perché così iniziò un nuovo capitolo della storia dei Colombini, che ancora oggi dura.

Suo figlio, Pio Colombini scriveva nel suo passaporto “di condizione possidente” e produsse le prime bottiglie di Brunello che abbiamo in cantina, ma fu anche professore universitario di genio e scoprì la prima cura efficiente contro la sifilide. Sposò Elina Padelletti, discendente da un’antica famiglia nobile montalcinese, che portò in dote alla famiglia la villa dei Podernovi dove oggi si trovano la cantina e tutti gli opifici. Con Giovanni Colombini, nato nel 1906, la famiglia trovò un innovatore, un pioniere della viticoltura a livello mondiale.

Sua è la prima enoteca pubblica italiana, realizzata nel 1938 nella fortezza di Montalcino che restaurò come Podestà; sua è negli anni ’30 la prima vendita per corrispondenza del vino toscano, sue le prime esportazioni di Brunello in tutti i più importanti mercati del mondo e sua un’idea che ha cambiato la storia del vino italiano; negli anni ’60 realizzò alla fattoria dei barbi la prima azienda italiana che produceva e vendeva centinaia di migliaia di bottiglie di vino italiano di qualità a prezzi altissimi, trasformando un prodotto per poche decine di eletti in un fenomeno di massa.

L’apertura al pubblico della Cantina dei Barbi negli anni ’50 è uno degli atti di nascita del turismo del vino. Dopo la morte di Giovanni Colombini nel 1976, la fattoria dei Barbi è stata guidata dalla figlia Francesca e poi dal nipote Stefano, che a loro volta hanno sviluppato ed esteso le proprietà di famiglia creando quello che potete vedere venendoci a trovare a Montalcino, dando così seguito ad una grande tradizione.

Immagini Fattoria dei Barbi

Informazioni su Fattoria dei Barbi

Nome
Fattoria dei Barbi
Regione:
Anno di avviamento
1790
Indirizzo
Montalcino (SI)
Enologo
Paolo Salvi
Bottiglie prodotte
600.000
Ettari
66

I vini Fattoria dei Barbi più venduti



Vendita vini Fattoria dei Barbi online

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92
WS
94
RP
93
VO
91
Produttore Fattoria dei Barbi
Tipologia Rosso fermo
Regione: Toscana
Vitigni: 100% Sangiovese
Alcol: 14,50% in volume
Formato: 0,75 l Standard
Caratteristiche Speciali:
€ 24,71
Prezzo IVA inc.
Disponibile dal 24/11/2017
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