Uva Rara

Uva Rara

Informazioni su Uva Rara

Vitigno Uva Rara
Sinonimi rairon, martellana, oriola, balsamea, balsamina, croatina, nera.
Colore bacca Bacca rossa
Diffusione originale Autoctono
Vigoria Medio-Buona
Maturazione 5-10 ottobre.
Produttività Nelle zone viticole delle provincie di Novara e Vercelli, i pratici fanno distinzione tra due sottovarietà di questo vitigno: l'una a gemme bene sviluppate e sporgenti, l'altra con caratteri opposti (detta localmente "a gemme corte"); ed eliminano accuratamente la seconda, come meno produttiva. Probabilmente per effetto di tale continua selezione, oltre che per condizioni d'ambiente particolarmente favorevoli, nelle suddette provincie la produttività dell' "Uva rara" è regolare e discretamente abbondante. In provincia di Pavia si lamenta invece una produzione di solito meno che normale, a causa della colatura, che è così frequente ed accentuata da rendere i grappoli eccessivamente spargoli. Nell'Oltrepò pavese, pertanto, converrebbe - poiché il vitigno è pregevole - impostare una accurata selezione, anche eventualmente con importazione di marze dalla provincia di Novara.
Zone di coltivazione E' diffuso in alcune zone piemontesi e nell’Oltrepò Pavese.
Storia L'Uva rara è un vitigno radicato da molti secoli nelle province di Novara e Vercelli in Piemonte e nella provincia di Pavia in Lombardia, dove viene spesso confusa con la Bonarda e la Creatina. Questo si deve ad un'errata valutazione del 1877 ad opera di Di Rovasenda, che la confuse con la Bonarda di Gattinara, anche se usava utilizzare un doppio nome per sottolineare un'ipotesi diversa. Stesso errore fu fatto nel 1906 da Molon. Recentemente invece non vi è alcun dubbio sul fatto che i due vitigni sia diversi e non presentino nessuna parentela nel 1906, considerava l'Uva Rara un sinonimo del vitigno Bonarda. Oggi è stato ormai appurato che non c'è alcuna parentela fra i due anche se sono comunque accettati alcuni sinonimi entrati ormai nel vocabolario popolare come Bonarda di Cavaglià, Bonarda di Gattinara, Balsamina e altri meno utilizzati.
Caratteristiche ampelografiche Foglia: grandezza media; forma pentagonale; quinquelobata. Seno peziolare a lira; seni laterali superiori per lo più a lira chiusa, spesso con bordi sovrapposti, più raramente ad U; seni laterali inferiori ad U od a lira, talvolta a V. Pagina superiore praticamente glabra (qualche raro pelo lungo); pagina inferiore cotonosa anche sulle nervature di 1°-2°-3° ordine. Lembo generalmente piano (talvolta piegato a gronda nei cloni novaresi). Lobi piani, spesso con bordi un po' revoluti; angolo della sommità dei lobi terminali acuto. Superficie del lembo per lo più liscia (talvolta un po' vescicolosa nei cloni novaresi). Colore delle nervature principali: sulla pagina superiore, verde; sulla pagina inferiore, verde chiaro (con qualche lieve sfumatura rosea nel clone pavese). Denti laterali di media grandezza, irregolari, a base larga, con margini rettilinei. Lamina fogliare di colore verde più o meno carico sulla pagina superiore, verde chiaro sulla pagina inferiore; opaca; nervature di 1°-2°-3° grado sporgenti, piane le altre. Grappolo: grandezza media (il volume dei grappoli è, in questo vitigno, piuttosto variabile). Mediamente compatto o sciolto (anche questo carattere è mutevole, per quanto la tendenza alla scioltezza sia evidente). Allungato, conico, alato (a volte conico senza ali, o talora anche piuttosto corto e tozzo). Peduncolo visibile, verde o semilegnoso, piuttosto grosso, di lunghezza pari a circa 1/4 quella del grappolo, che può mediamente ritenersi di cm. 20 - 25. Acino: medio o medio-grosso; tondeggiante o subellittico, regolare; ombelico prominente, non persistente; sezione trasversale circolare, regolare; buccia pruinosa, abbastanza consistente, ma non coriacea; color turchino carico, quasi nero, regolarmente diffuso; succo incolore; polpa succosa a sapore semplice; pedicello medio-lungo di colore rosso chiaro; cercine evidente di color rosso ruggine; pennello corto e rosso; separazione del pedicello dall'acino non facile.
Caratteristiche del vino che si ottiene con questo vitigno Il vino che si ottiene dal vitigno uva rara è di colore rosso rubino con riflessi violacei. Al palato è floreale.
Note Resistenza alle avversità: ha resistenza normale alla peronospora, scarsa all'oidio. Va soggetta (specialmente nelle primavere piovose e fredde) alla colatura dei fiori; inconveniente, però, che - come s'è detto - è assai più lamentato nella zona viticola pavese che non in quella novarese-vercellese. Resiste abbastanza bene alle percosse della grandine (rimargina senza marcire) ed al marciume dell'uva, anche in fruttaio.
Autoctono
(Locale)
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I vini Uva Rara più venduti

Vendita vini Uva Rara online

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Produttore Giorgi
Tipologia Rosso frizzante dolce
Regione: Lombardia
Vitigni: 45% Barbera, 45% Croatina, 10% Uva Rara
Alcol: 7,00% in volume
Formato: 0,75 l Standard
Caratteristiche Speciali:
€ 6,00
Prezzo IVA inc.
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