Erbaluce

Erbaluce

Informazioni su Erbaluce

Vitigno Erbaluce
Sinonimi albaluce, erbalus, bianc roustì, uva rustia, bianchiera.
Colore bacca Bacca bianca
Diffusione originale Autoctono
Vigoria Ottima
Maturazione Fine settembre.
Produttività Piuttosto irregolare, ma raramente abbondante, pur non andando soggetta a colatura (almeno la sottovarietà oggi più coltivata).
Zone di coltivazione Diffuso soprattutto in Piemonte nelle province di Torino, Biella e Vercelli, e raggiunge la sua massima espressione nella zona di Caluso, nel canavese.
Storia L’erbaluce è certamente uno dei più antichi vitigni piemontesi e sebbene sia stato oggetto di studio da numerosi ampelografi, nessuno si è pronunciato sulla sua origine. Si ritiene, comunque, originario delle valli prealpine a nord di Torino, nel canavese, dove l’ambiente è piuttosto umido. Curiosamente, le qualità di questo vitigno sono state decantate, in un’operetta di G.B. Croce, andata in scena a Torino nel 1606.
Caratteristiche ampelografiche Foglia: grandezza media o più, quinquelobata, con seno peziolare chiuso con bordi sovrapposti, seni laterali superiori profondi, a lira chiusa; seni inferiori ben marcati, pure a lira, lobi ben pronunciati, revoluti; angolo alla sommità dei lobi acuto; superficie del lembo ondulata. Pagina superiore di color verde carico: glabra sulle due pagine; nervature verdi; denti laterali poco pronunciati, irregolari, convessi. Grappolo: grandezza media, o anche alquanto superiore, di forma cilindrica o cilindro-conica (di 20-25 cm di lunghezza), con una o due ali; mediamente serrato; peduncolo piuttosto lungo, semi-legnoso; con pedicelli verdi, cercine poco evidente, verde; pennello corto, giallastro. Acino: grandezza media o meno (di cm 1 circa di diametro), sferoidi (talora deformati per la compressione), di colore giallo-ambrato, che diviene talora rosato dalla parte del sole; buccia di spessore medio o più, pruinosa, trasparente; ombelico prominente; polpa croccante, non molto sugosa, di sapore semplice, ma particolare, gradevole.
Caratteristiche del vino che si ottiene con questo vitigno L'Erbaluce fermo e secco è un vino sapido e fresco, dall'intenso bouquet fruttato con note floreali su di un leggero sottofondo agrumato, molto versatile negli abbinamenti. Spumantizzato, con il metodo classico offre una gamma di possibilità in grado di attrarre l'attenzione del degustatore. L'acidità cui si è accennato sopra e l'assenza di aromi varietali rendono l'Erbaluce adatto alla spumantizzazione sia con metodo charmat che con metodo classico, di cui esistono esempi di assoluta eccellenza. La versione passita rappresenta uno dei più interessanti esempi di vino bianco dolce da uve autoctone, che unisce all'ampiezza del profilo olfattivo un'eccezionale struttura ed una accattivante colorazione giallo oro brillante. L'Erbaluce si caratterizza per la sua spiccata capacità di evolvere nel tempo. Dopo alcuni anni di affinamento complessità e struttura si presentano nella loro massima evoluzione, con note olfattive minerali e terziarie che lo rendono estremamente interessante.
Note Resistenza alle avversità: alquanto soggetta ai danni delle brinate primaverili (un po' meno sensibile a quelli della grandine); piuttosto attaccata dalle malattie crittogamiche, specialmente dall'oidio (fors'anche a causa del sistema di allevamento); i grappoli resistono invece abbastanza al marciume (a meno che siano colpiti dalle tignole, cui vanno piuttosto soggetti).
Autoctono
(Locale)
Vendita vini Autoctono - (Locale)

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